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lunedì, marzo 31, 2003 BONTA’ LORO, BAGHDAD NON E’ - ANCORA - STATA DISTRUTTA Questa mattina, passate da poco le 12. Studio Aperto; servizio sull’Iraq: trovata, dice il giornalista, la pistola fumante: maschere antigas e attrezzatura per produrre armi chimiche (le immagini mostrano casupole semidistrutte e contenitori metallici simili a piccoli missili). Trovata anche una stanza per la tortura, dove sarebbero transitati i prigionieri americani prima di essere uccisi. Dice sempre il giornalista: “C’è chi abbozza una giustificazione: ‘Ognuno usa le armi che ha’ – ma il giornalista commenta severo: “Gli americani avrebbero le armi per distruggere Baghdad, ma non le usano. Forse, sta tutta qui la differenza”. Eccola, la nostra superiore civiltà: potremmo schiacciare gli avversari come pidocchi, ma non lo facciamo. Come siamo buoni! …. almeno fino ad oggi (e speriamo qualcuno ricordi Hiroshima agli irakeni) postato da ORBOEDEGA |
20:26 | commenti (3)
VIDEO BOOMERANG Davide Cesare viene ucciso in una rissa. Si scatena, violenta, la protesta dei suoi amici dei Centri Sociali. Si scatenano anche i poliziotti: due in particolare si distinguono per pestaggi gratuiti – anche con calci e pugni - di giovani già a terra. La scena viene minuziosamente filmata da uno dei giovani. Il filmato finisce nelle mani della polizia, che, identificati i due autori del pestaggio, pare intenzionata a perseguirli. I vertici della polizia ringraziano per il video, che consentirà loro di identificare anche alcuni dei giovani che si sono distinti nell’ambito della manifestazione di protesta. Come a dire: sì sì, dateci pure i filmati sulle nostre violenze, che sappiamo noi come utilizzarli.
OMAGGIO A CHI DA’ LA VITA PER LA BORSA Telefono ad un parente emigrato negli Usa tanti anni fa, ormai cittadino americano a tutti gli effetti. L’americano medio, direi: piccola borghesia che vive la pensione più che serenamente (sul piano economico). La guerra? Eh, non ci voleva, è una brutta cosa. Però, sai, qui la borsa andava male. Non è uno stratega, ne un politico. E’ una cartina al tornasole.
ALLAH E’ GRAMDE. E BUSH E’ IL SUO PROFETA A proposito di Bin Laden. Bush è stato molto più panislamista di lui, forse al di là delle sue stesse intenzioni. Sta compattando il mondo arabo, compreso quello moderato, molto più di quanto abbia fatto lo sceicco della morte con i suoi attentati e i suoi proclami. Che sia Bush il vero cervello della nuova crociata del fondamentalismo islamico?
SE GLI AMICI SI VEDONO NEL MOMENTO DEL BISOGNO… Trovo leggermente inquietante il silenzio di Bin Laden e di Al-Qaeda: non lanciano più i soliti deliranti proclami, non invitano alla guerra santa contro gli Usa. Lasciano che faccia tutto da solo Saddam. Bin Laden è davvero morto? E quindi qualcuno ne ha tenuto vivo ad arte lo spauracchio? O anche lui vuole sbarazzarsi di Saddam perché è scomodo e pure poco religioso? Oppure, a guerra scatenata, non servono più fantasmi – e li si tiene in naftalina per il momento più opportuno?
TERRORISMO BIOCHIMICO: ECCO LE PROVE! Avevano ragione gli americani: Saddam ha le armi biochimiche di distruzione di massa. Armi organiche. Si chiamano kamikaze. Ne ha una scorta infinita e riceve forti aiuti anche dall’estero. La produzione in Iraq è destinata ad aumentare con il prolungarsi della guerra e con l’aumento dei crimini degli occupanti. Si producono per reazione a catena ed è un meccanismo difficilmente disinnescabile. Armi biochimiche in gradi di sfuggire ai controlli più sofisticati, atte a colpire lo stato aggressore anche in casa sua. E’ tremendo pensare che vittime innocenti possano cadere sotto i colpi dei kamikaze negli Usa. Vorrei però sapere in base a quale logica ci si poteva aspettare che uno stato militarmente di gran lunga inferiore, una volta aggredito, alzasse subito bandiera bianca. E non che cercasse ogni modo per difendersi; compreso l’attacco. Ognuno con le proprie armi, no? E’ la guerra, no? L’ha voluta Bush, no?
BEL COLPO, MISTER BUSH! Anche gli irakeni – e i fondamentalisti islamici in generale – sono dotati di bombe intelligenti. Addirittura più intelligenti di quelle americane: non mancano mai il bersaglio, con colpiscono obiettivi amici, non cadono dove non dovrebbero. Non possono essere intercettate dalla contraerea, né segnalate da radar. Come le bombe americane, non provano alcun sentimento di pietà nei confronti di coloro che stanno per uccidere. Come le bombe americane sono programmate per fare strage. A differenza delle bombe americane, possono decidere autonomamente quando esplodere. Le bombe intelligenti americane non fanno proseliti. Quelle irakene sì. Queste fanno paura agli americani più di quanto le loro facciano paura agli irakeni. L’intelligenza criminale aggressiva americana ha scatenato l’intelligenza criminale difensiva irakena. Bombe organiche contro bombe inorganiche. Identico risultato: morte e distruzione. Bel colpo, mister Bush! domenica, marzo 30, 2003 BERLUSCONI E LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE Noi omuncoli non possiamo nemmeno avvicinarci, non dico alla grandezza, ma nemmeno alla comprensione della grandezza di un personaggio come Silvio Berlusconi. Leggete qua: “Il premier visita l'amico pescatore malato Berlusconi è volato in elicottero a Genova per fare vista al pescatore che da 40 anni lo accompagna in barca nelle vacanze a Portofino.” postato da ORBOEDEGA |
23:12 | commenti (2)
E SI GIOCARONO LE SUE VESTI AI DADI Gli americani che già si stanno spartendo la ricostruzione dell’Iraq, monopolio esclusivo di poche multinazionali Usa, mi evocano una scena altrettanto tragica. Venerdì santo; Gesù Cristo è appena stato crocifisso. Ai piedi della croce i soldati romani si giocano ai dadi le sue vesti. Gli americani però sono ancora ben lontani dall’aver crocifisso il loro cristo ....
IL NUOVO DG RAI: DA UNA FIERA ALL’ALTRA Una scelta coraggiosa e anticonformista, quella del nuovo DG della Rai. Non lo conosco (non lo conosce nessuno), ma se a soli 39 anni è già presidente dell’Ente Fiera di Milano, vuol dire che almeno un indubbio merito ce l’ha: stare in pancia a qualche pezzo grosso. Si mormora sia vicino ad AN, in particolare a La Russa - ma contemporaneamente non dispiacerebbe nemmeno alla Lega. Un vero portento, un uomo dai grandi mezzi, se riesce a fondere senza farle esplodere quelle due anime belligeranti del Polo! Sarà che porta il cognome di Cattaneo ... Sia come sia, era l’uomo che ci voleva: con la sua esperienza del settore, saprà certamente domare quella fiera del la Annunziata. Che, infatti, non l’ha votato.
PANNELLA ANTIPACIFISTA A SENSO UNICO Ogni tanto qualche radicale si alza a tuonare contro i pacifisti a senso unico, che, per esempio, ignorano la Cecenia. Mi viene da chiedermi (e non mi è dato oppormi) perché non dirigano i loro strali altrove. Per esempio, verso la Destra e la Casa delle Libertà in particolare. Loro non sono nemmeno impegnati nelle manifestazioni contro la guerra - potrebbero scendere in piazza contro i russi e il massacro dei ceceni. Però mi sa che il nostro amico Putin poi le figlie non ce le manda più a fare le ferie in Sardegna ... e non ci manda più neppure contratti miliardari.
LA SQUALLIDA DIETA DEL SOLDATO AMERICANO La televisione ci omaggia di un quasi diario della vita delle forze armate anglo-americane in Iraq. Una giornalista al seguito della colonna che avanza ci offre immagini e sentimenti, parole, ansie, aspettative - nonché i risvolti concreti della vita del guerriero delle Forze del Bene. Apprendiamo così che oggi, 29 marzo, non si sa perché le razioni alimentari scarseggiano, sono razionate. E i poveri soldati hanno potuto godere di una sola bottiglia di acqua potabile a testa. Chissà se quei soldati hanno piena avvertenza del fatto che in Iraq già adesso ci sono migliaia di persone che sarebbero disposte a scannarli per assicurarsi un litro di acqua potabile al giorno. E i soldati si chiedono per quanto ancora dovranno mangiare col cucchiaio direttamente dal contenitore della razione di cibo preconfezionata. Quella razione che per molti irakeno appare già oggi un lusso.
COMMOVENTI EPISODI DI SOLIDARIETÀ ANIMALE Negli Usa, scoppiata la guerra, si è avviata una poderosa campagna di sostegno umanitario. Alla popolazione irakena? Manco per sogno! Iniziative sia governative che private intendono sostenere il morale dei soldati al fronte: spedendo loro email; badando ai loro famigliari in patria; offrendo servizi di babysitteraggio per i loro bambini. Ma il dato più sconvolgentemente commovente è che si offrono addirittura volontari per accudire i loro animali. Questa cosa qui l’ho trovata particolarmente toccante, perché in certi frangenti nessuno si occupa dei poveri animali domestici, che, invece, patiscono molto la mancanza del padrone. E pensare che c’è chi accusa gli americani di insensibilità.....
NON SI POSSONO COSTRINGERE GLI STUDENTI A DISERTARE LE LEZIONI! Non posso riferire con precisione i particolari, perché li ho ascoltati a Radio radicale. Ma garantisco della sostanza dell’episodio. Pannella ed alcuni studenti (si accettano scommesse sulla loro appartenenza politica) hanno denunciato per interruzione di pubblico servizio un preside di facoltà dell’Università romana di Roma3. Il reato specifico? Aver interrotto le lezioni il giorno dell’inizio dell’attacco americano all’Iraq, per consentire agli studenti di intervenire alle manifestazioni di protesta. Privando, nel contempo, la - intuibile stragrande - maggioranza degli studenti del diritto allo studio. Il giorno in cui Pannella smetterà di farsi le canne, il mondo perderà una delle sue più esilaranti macchiette. NON SI POSSONO COSTRINGERE GLI STUDENTI A DISERTARE LE LEZIONI! Non posso riferire con precisione i particolari, perché li ho ascoltati a Radio radicale. Ma garantisco della sostanza dell’episodio. Pannella ed alcuni studenti (si accettano scommesse sulla loro appartenenza politica) hanno denunciato per interruzione di pubblico servizio un preside di facoltà dell’Università romana di Roma3. Il reato specifico? Aver interrotto le lezioni il giorno dell’inizio dell’attacco americano all’Iraq, per consentire agli studenti di intervenire alle manifestazioni di protesta. Privando, nel contempo, la - intuibile stragrande - maggioranza degli studenti del diritto allo studio. Il giorno in cui Pannella smetterà di farsi le canne, il mondo perderà una delle sue più esilaranti macchiette. venerdì, marzo 28, 2003
LA GUERRA? COLPA DEI PACIFISTI! Grande Belpietro! A Excalibur (dove Socci sfoggia un look da ciellino in visita al Papa) afferma che: un settimanale tedesco, sentiti gli ispettori reduci dall’Iraq scrive che i medesimi hanno affermato che ogni volta che si sapeva che la Francia o la Germania si impuntavano contro l’idea dell’azione militare, ebbene, Saddam si irrigidiva e gli complicava la vita, agli ispettori. Morale: se ci fosse stata un’azione più compatta e decisa, gli ispettori avrebbero potuto lavorare meglio e sputtanare Saddam e non si sarebbe arrivati a questa situazione. Va a finire che la colpa della guerra è di chi spingeva per non farla. Così parlò il direttore di uno dei principali quotidiani italiani. Di proprietà (camuffata) del presidente del consiglio. Che è notoriamente culo e camicia con Bush.
Non siamo in guerra, siamo non belligeranti, forniamo solo le basi agli americani perchè facciano quello che vogliono. Non siamo in guerra, ma ora è stato dichiarato lo stato di emergenza. Normale misurea preventiva. Come la guerra, per l'appunto
ECHE COMANDE ME, CHE / E CHE L’E’ LA ME CA, CHE / OI SAI' CHI A' E CHI E, CHE/ SO ME OL PADRU’! Berlusconi si perde un sacco di occasioni per imparare a tener la bocca chiusa. C’è la guerra; belligerante o non belligerante, in guerra ci sei ugualmente. E allora non puoi dire la prima cosa che ti salta in mente, devi prima consultare chi sa quel che tu devi dire. E se tu spari cazzate, poi costringi il tuo amico Gorge a smentirti. E non parlando lui in prima persona, ma facendoti smentire da un generale qualsiasi, proprio per far capire a te e al mondo che hai detto delle cazzate. Gli americani dalle ‘loro’ basi, con i loro aerei fanno partire i loro soldati per dove vogliono loro e per fargli fare quel che vogliono loro. Capito?! Missione umanitaria o azioni di guerra – son cavoli del comando Usa, va bene?! Povero Silvio, mi fa quasi tenerezza, lui così abituato a comandare ovunque, ad essere servito e riverito – ora messo a tacere da un generale americano.
L’arcobaleno Questo articolo lo trovate sul sito del Corriere della Sera, alla data del 27, ieri. Vi si dice che: 1. la Sinistra egemonizza quei mona dei cattolici, che per giunta si scordano di tutto ciò che li divide. 2. la bandiera arcobaleno ha soppiantato quella rossa. Galli della Loggia, da buon intellettuale superiore, non guarda la Tv e legge solo ciò che scrive lui. 3. Che Guevara è diventato un simbolo pacifista, mentre 30 anni fa era l’emblema della rivolta violenta in mezzo mondo. Forse il Galli DL non è mai stato adolescente e giovane, ignora il valore dei simboli, dei miti a quell’età. E magari gli piacerebbe che chi sventola il Che lo facesse coerentemente inneggiando alla lotta armata Insomma: i cattolici non sfilino più con i rossi in nome della pace, perché troppe cose li dividono; del Che tornino ad impadronirsi quelli che ne sanno apprezzare la passione per la guerriglia e la rivoluzione mondiale; i rossi vadano in manifestazione con le bandiere rosse e non si camuffino dietro quelle arcobaleno. Vogliamo dargliela ‘sta soddisfazione ad un intellettuale della stazza di Ernesto Galli Della Loggia?
CHI E’ L’ABATE DEL CONVENTO DEI FRATTINI MINORI? Oggi in edicola chi fosse interessato trova un interessante articolo che ne racconta delle belle su uno spunto polemico che avevo postato nei giorni scorsi (ovvio che io c’entro come i cavoli a merenda). Il quotidiano è EUROPA; l’articolo: UN MINISTRO OMBRA ALLA FARNESINA. Al di là delle dichiarazioni , il governo ha portato il nostro paese fuori dalla sua tradizione. Si racconta di Ferrara, De Michelis, Cicchetto … I taccagni e gli scrocconi potranno leggerlo domani all’indirizzo Oggi o domani, leggetelo: è una bella sberla alle bugie dei berluscones!
Adnkronos delle 10:17 FLASH - IRAQ: Baghdad. 26 civili morti e 60 feriti a Najaf
EXCUSATIO NON PETITA ('mazzalo come speakco erudito!) Non so se c'è qualcuno (oltre a dio, ai motori di ricerca e a qualche spione) che legge quel che scrivo. Il contatore di accessi ignoro se e come funzioni, quindi .... Sia come sia, mi scuso per la rozzezza del mio blog, per la sua frugalità e disordine. Gli è che non capisco un'H di Html, non so mai dove piazzare gli script o come ostrega si chiamano, per fare apparire ciò che voglio e dove voglio. Ho provato a stamparmi un manuale da internet, ma fa pena (il manuale): è scritto da chi probabilmente è padrone della materia, ma non ha grandi capacità divulgative. Abbiate èpazienza, se non troverete i miei link preferiti o le news o altro: non è che non voglio, non sono buono a farlo!
ESERCIZIO DELL’ORDINE PUBBLICO I militari italiani intendono studiare meglio, approfondire tutti gli aspetti che riguardano la pianificazione e la gestione dei cosiddetti grandi eventi (G8, vertice FAO, vertice NATO…), ovviamente per essere in grado di fornire l’adeguata sicurezza. A chi? Forse lo si capisce meglio da queste frasi: nel futuro le probabilità di coinvolgimento delle Forze Armate nella pianificazione e condotta di tali eventi saranno sempre maggiori e sarà necessaria una specifica conoscenza ed attenzione …. Provate a leggerlo diversamente, se ne siete capaci. A me pare voglia dire che i prossimi grossi appuntamenti che si terranno in Italia (vedi anche semestre europeo) potranno vedere l’intervento delle Forze Armate nella gestione dell’ordine pubblico. giovedì, marzo 27, 2003 ESTERI, MA SEMPRE AFFARI SONO Il nostro ministero degli Esteri sta organizzando una task force (oggi si chiamano tutte così) in vista della ricostruzione dell’Iraq (dando per scontato l’esito positivo per i ’nostri’ e che i ‘nostri’ ci lasceranno un po’ di briciole). L’intento è quello di identificare i settori di interesse per il nostro apparato produttivo. Questo sì che è ‘pensare positivo’! Ah, sapete qual è la dizione esatta del detto ministero? Ministero per gli Affari Esteri.
Noi italiani siamo mammoni, eh? Beccatevi questo, allora – che ho trovato segnalato sul Corriere della Sera: http://www.marinemoms.us/usmc/ Chissà se le mamme irakene godono di analogo sito internet. Eh no, perché loro sono succubi del feroce dittatore, che realizza solo siti presidenziali per armi chimiche e batteriologice. Guardando questo sito, si direbbe le abbia già lanciate sugli Usa.
ERRARE MISSILISTICUM EST Ma santo dio, se i miliziani di Saddam si travestono da civili, me lo spiegate voi come possono fare i poveri missili – per quanto intelligenti - a scovarli tra la folla, a colpire solo loro? Il missile arriva dalle parti del mercato, vede centinaia di potenziali feroci nemici travestiti da pacifici cittadini, comincia a guardarsi in giro: questo sì, quello no, quello forse … gli vanno in tilt i circuiti … e si ritrova a deflagrare senza nemmeno accorgersene. Ma la colpa non è sua, se gli confondono le idee! In ogni caso, se anche quei 15 morti del mercato non fossero stati soldati travestiti da civili, sicuramente erano civili che avrebbero prima o poi potuto trasformarsi in soldati. E siccome questa è una guerra preventiva …
MISSILI COME ADOLESCENTI IMMATURI Riesco sempre a meravigliarmi di fronte ai portenti della tecnologia. Prendete i missili e le bombe americani: non solo sono intelligenti – quale più quale meno. Addirittura sono dotati di sentimenti umani e nutrono un profondo attaccamento affettuoso per i loro padroni. Tanto che spesso non riescono a separarsene, rifiutano l’idea stessa del taglio del cordone ombelicale. E, dopo il lancio, spinti da una commozione irrefrenabile, ritornano tra coloro che, come l’arco di gibraniana memoria, avevano cercato di scagliarli nel cielo della vita. Esempio estremo di filiale attaccamento.
SADDAM NON TUTELA LA SALUTE DEGLI IRAKENI L’opinione pubblica occidentale, validamente supportata dalla propaganda americana, si indigna di fronte al cinismo di un Saddam, che non esita a mettere a rischio i polmoni dei suoi sudditi incendiando i pozzi petroliferi intorno a Bagdad. Quando dovrebbe essere tanto altruista da lasciarli uccidere da bombe e missili Alleati distratti. Mi suscita qualche perplessità, questa indignazione stuporosa – e qualche dubbio sulla capacità di autonomo giudizio. Ma come: per anni ci avete bombardato il cervello con l’immagine (sicuramente veritiera) di un feroce dittatore, pronto a tutto per mantenere, consolidare e ampliare il proprio potere; pronto a far uso delle armi chimiche contro il nemico … e adesso ci vorreste far indignare perché, messo alle strette, attaccato da forze di gran lunga superiori alle sue, si difende in ogni modo, anche mettendo a repentaglio la vita del suo popolo? Pensate quanta gente (anche innocente) sta facendo morire Bush – che non è un feroce dittatore, ma il presidente democraticamente eletto del più democratico dei paesi: figuriamoci quanto gliene frega a Saddam ….
FLAVIO CATTANEO SU REPUBBLICA UN MESE FA! Accidenti! Leggetevi fino in fondo questo articolo di Repubblica del 21 febbraio … e vedete chi nomina tra i papabili per la carica di DG della Rai!!! Il presidente della Camera scrive a quello del Senato Bonaiuti: "Berlusconi non vuole persone a lui vicine" Rai, Casini a Pera "Ecco i miei nomi" Si complica la partita delle nomine Gelo tra i due presidenti delle Camere ROMA - La vicenda delle nomine Rai sembra non avere mai fine. E tende, anzi, a complicarsi sempre di più. Lo dimostra il fatto che il previsto incontro di oggi tra i presidenti delle Camere (appuntamento messo ieri nero su bianco in un comunicato congiunto) è saltato, dilatando ancora i tempi. E intanto anche il rapporto tra Pera e Casini diventa teso: dai colloqui diretti, i due presidenti sono passati al rapporto epistolare, quasi a marcare la distanza. Infatti questa sera, al termine di una giornata trascorsa nella spasmodica attesa di un qualche segnale, si è fatto sentire il presidente della Camera, rendendo noto di aver inviato una missiva riservata al collega di palazzo Madama: nella lettera le "proposte" per le nomine del consiglio di amministrazione. Poco dopo è giunta la risposta di Pera, che ha fatto sapere che valuterà i contenuti della lettera di Casini, e che ne parlerà "con altrettanta riservatezza" con il mittente. Non è sfuggito l'intento sarcastico del presidente del Senato, che non deve avere gradito l'iniziativa di Casini e il fatto di averla resa pubblica. La tensione quindi è ormai alta e l'elenco dei candidati, anziché ridursi per una scrematura finale, si allunga ogni giorno di più. Nello spazio di una settimana (dalla prima fumata nera salita dal colloquio tra Pera e Casini) i papabili sono quasi raddoppiati e ora si ipotizza addirittura di ripartire da zero, adottando un nuovo metodo improntato al principio di "garanzia". In questo quadro la sortita di Berlusconi attraverso il portavoce Paolo Bonaiuti ("non venga nominato alcun consigliere riconducibile alla mia persona, al mio partito, e tanto meno al gruppo Mediaset") è stato il segnale del complicarsi della situazione: da una parte il premier ha ribadito la sua estraneità alla vicenda, rispondendo a chi gli ha attribuito interferenze nelle nomine; dall'altra ha enunciato un principio al quale ora tutti devono attenersi. Fuori gioco definitivamente, dunque, il direttore di "Panorama" Carlo Rossella. Nel frattempo continuano a girare in Parlamento nomi inediti che affiancano quelli ormai noti. Tutti comunque decisamente smentiti dai diretti interessati. Nuovo di zecca quello di Alfredo Meocci (consigliere dell'Authority) che si aggiunge nella lista dei papabili alla presidenza. Oggi circolava anche il nome di Piero Gnudi (presidente di Rai Holding) e quello di Enzo Bettiza, ma anche quello di Sandro Fontana, ex direttore del "Popolo" (che però non piacerebbe a Casini). E restano sempre nel novero delle ipotesi Fabio Roversi Monaco, Antonio Baldassarre, Paolo Mieli. Per la direzione generale Flavio Cattaneo, presidente della Fiera di Milano, oltre al nome di Agostino Saccà e a quello dell'amministratore delegato di Raicinema Giancarlo Leone. Come finirà? Il ministro per l'Attuazione del programma Beppe Pisanu, si è mostrato ottimista: "Ci sono stati fraintendimenti ma ora sono superati". La vicenda, però, continua a far discutere. Dura la critica che arriva dal Sir, il servizio informazione religiosa dei vescovi italiani, che, per bocca del costituzionalista Ugo De Siervo, ha ricordato come "lo spirito" della legge sulla Rai venga "contraddetto" ogni volta che si procede alle nomine del consiglio di amministrazione. E sulle "pressioni" che circondano le nomine, sia il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti che il leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto, hanno criticato le indebite ingerenze sia da parte del centrodestra che da parte dell'Ulivo. (21 febbraio 2002)
ARMI DI DISTR<B>a</>ZIONE DI MASSA Certo che è una bella sola, un bidone, ‘sto Saddam. Ha fatto di tutto per far credere al mondo intero che aveva le armi chimiche di distruzione di massa - che alla fine ci avevano creduto anche gli americani. Sono andati lì a cercarle e lui gliele ha fatte sospirare. Adesso che lo stanno attaccando pesantemente e tutti si aspettano che usi ‘ste armi del cazzo per poter dire che c’avevano ragione e dargliele di santa ragione … non le usa! Ma non ce le ha o non le usa? Fa niente, il risultato è lo stesso: gli americani si stanno incazzando perché non si decide a fornirgli il pretesto per un attacco letale e definitivo, magari con l’atomica.
TANTO VA LA GATTA AL LARDO … Io non ho le armi chimiche, anche perché c’ho mai capito un’ostrega di questa materia. Però, se un mio coinquilino continuasse a dirmi che ce le ho e pretendesse di farmi venire la polizia in casa a cercarle e poi per strada mi additasse urlando: “C’ha le armi chimiche!” e lo dicesse sui giornali e alla Tv e mi lasciasse i messaggi nella segreteria telefonica … bè, io sono paziente, ma a un certo punto me le procurerei, quelle armi chimiche – e magari gliele farei anche sniffare. Dopo vuoi vedere che lui avrebbe il coraggio di andare in giro a dire che, visto? aveva ragione lui?!
LA GUERRA HA LE SUE REGOLE. LE NOSTRE. Gli irakeni non sono leali, non rispettano le regole cavalleresche. Non accettano lo scontro aperto, ma preferiscono gli attacchi di sorpresa, il mordi e fuggi, le punzecchiature. Un po’ anche da vigliacchi, dai. Poi disseminano le loro forze armate ovunque, compreso nelle città – girano anche senza divisa. Quando dovrebbe essere chiaro a tutti che dei veri soldati indossano una divisa, non si mescolano alla popolazione, non si sottraggono allo scontro con un nemico più forte e se capiscono che sono più deboli gettano la spugna, si arrendono. No che tu ti inventi modi strani di fare la guerra e non rispetti le nostre regole. Secondo me, a questo punto Bush dovrebbe ritirare i suoi uomini dal campo e lasciare che i soldati irakeni vadano avanti a giocare da soli. Voglio vedere quanto dura lo spettacolo. mercoledì, marzo 26, 2003 LA RESISTENZA DEGLI ANGLO-AMERICANI I comandanti dell’esercito irakeno sono esterrefatti per la strenua resistenza che stanno incontrando da parte degli anglo-americani. Avevano messo in conto che non avrebbero ceduto subito all’onda d’urto, ma non che vi si sarebbero opposti tanto strenuamente. Perché, si chiedono, mettono a repentaglio la loro vita fino a questo punto? Sono forse minacciati dai loro comandanti? Ignorano, gli ottusi, che quando si calpesta un popolo, quando lo si offende, si corre il rischio di vederselo ritorcere contro come una vipera. Anche se, magari, eri convinto che il nemico aspettasse solo la tua venuta per liberarsi dei propri comandanti. I popoli, le nazioni, sono un qualcosa di ineffabile, difficilmente circoscrivibile e decifrabile.
MEZZE MISURE UMANITARIE L’Italia è ai primi posti nella corsa agli aiuti umanitari all’Iraq. Oltre ad organizzare un incontro di calcio tra prigionieri irakeni e piloti di bombardieri, il governo Berlusconi ha annunciato le seguenti misure: 1. invio del ministro Tremonti, per favorire la ripresa economica con una versione adeguata della Tremonti-bis 2. invio di Pannella, per la costituzione del ministero per l’antiproibizionismo, con la canna-bis 3. invio di La Russa come vermifugo per i bambini 4. invio di Previti per l’organizzazione del trasferimento dei processi ai gerarchi saddamiani da Bagdad a Guantanamo, per legittimo sospetto 5. invio di Emilio Fede per organizzare il culto della personalità dei nuovi padroni 6. invio di Bruno Vespa per rilanciare le fabbriche di zerbini
RAISAT ALL’ESTREMA UNZIONE? Possibile che gliene freghi niente a nessuno?! Murdoch, con la fusione fra Stream e Tele+, sta per mettere le mani su Raisat. Pare con idee molto precise: trasformarla in un bel canale redditizio. Come? Eliminando le perle, i programmi di repertorio, quelli realizzati con il materiale delle teche Rai. Non sono programmi di massa, certo – e quindi non attirano pubblicità. Salterebbe Raisat Arte, che gli appassionati considerano un gioiello nel suo genere. Altri canali verrebbero ridotti o stravolti. Ma non se ne sente parlare, né a destra né a sinistra né dagli operatori del settore. Possibile che tutto debba finire così? Che dobbiamo finire schiacciati fra il martello Murdoch e l’incudine Berlusconi?!
E se a fare il DG mettessimo un DJ? La generosità di Berlusconi non conosce limiti: sarebbe pronto a rinunciare al suo segretario generale di Palazzo Chigi, Antonio Catricalà, pur di garantire alla Rai un altissimo livello di professionalità per la figura del Direttore Generale. Evidente che la conoscenza dei meccanismi di Palazzo conta molto di più che non quella dei meccanismi del mondo televisivo. E, in ogni caso, il buon Antonio potrebbe sempre contare sulla navigata esperienza del Cavaliere. Sarebbe un po’ una specie di DJ, uno che cambia i dischi da far ascoltare al pubblico. Dischi rigidamente targati ‘La Voce del Padrone” martedì, marzo 25, 2003 Ve la ricordate questa vecchia canzone di Bennato? Saranno solo canzonette, ma … VIVA LA GUERRA Di Edoardo Bennato Quando all'alba la campana suonerà a raccolta raccogli le armi, va in strada e lascia tutto dietro quella porta.... Il nemico ti aspetta lontano oltre il mare e tu non puoi tirarti indietro, no questa guerra si deve fare! Viva, viva la, viva la guerra Santa, santa la, santa la guerra!... Hai lasciato la tua donna e la tua terra ma è per il suo bene, è per la sua gloria che tu ammazzerai Il crudele Saladino è bene armato e forte ma tu non lo temi, tu non hai paura e hai anche Dio dalla tua parte Viva, viva la, viva la guerra Santa, santa la, santa la guerra!... Sei un soldato e difendi la libertà e quelli contro sono cattivi di loro non aver pietà!... E se per caso tu morissi non devi temere perchè ti faremo un bel monumento che tutti quanti potranno vedere!... Viva, viva la, viva la guerra Santa, santa la, santa la guerra!...
I FANTASMI DEL PASSATO Sempre in tema di Esteri. Voci insistenti (ma non ufficiali) danno sempre più per certo che i veri fautori della nostra politica estera (cacciato Ruggiero) siano i vecchi craxiani De Michelis e Bonniver, quelli della famigerata cooperazione, per intenderci. In gran segreto, ovvio, perché a nessuno venga in mente ciò che tutti voi state pensando. Ma non andate in giro a dirlo: non ci sono prove e rischiereste solo una querela. Detto questo, chissà a chi farà comodo il bavaglio che stanno tentando di mettere alla Magistratura…?
PONZIO PILATO ERA ROMANO Il ministro Frattini (Esteri) dichiara alla Camera di non sapere se gli aerei anglo-americani partano anche dalle basi Nato presenti sul nostro territorio. Noi siamo non belligeranti – e quindi non tenuti a sapere ciò che fanno in casa nostra i belligeranti. Ce ne siamo voluti lavare le mani…?! lunedì, marzo 24, 2003
L’OSCAR PER LA DEMOCRAZIA Cazzo, che democrazia quella made in Usa! Durante cerimonia della consegna degli Oscar, un oscuro regista, vincitore del premio per il miglior documentario, ha osato attaccare e denigrare Bush, appena ricevuta la statuetta.
LA STABILITA’ AMERICANA Sempre il nostro amico generale Osman ha pure dichiarato: “Gli Stati Uniti e i loro alleati sostengono un Iraq sicuro, stabile e vitale, cosa che include la conservazione degli attuali confini”. Purtroppo, il lancio d’agenzia non precisa se il simpatico generale abbia voluto riempire di contenuti quei tre aggettivi. Ripenso alla storia d’Italia … forse, durante la guerra di Liberazione gli americani formularono gli stessi voti riguardo al nostro Paese. Sappiamo bene come portarono avanti la loro opera di stabilizzazione e sicurezza.
CONFLITTO DI INTERESSE IN IRAQ Il generale americano Pete Osman dirigerà le operazioni di coordinamento tra organismi umanitari e militari in Iraq. La funzione primaria dell’organismo da lui diretto: “sincronizzare il sostegno alle operazioni umanitarie, aiutare ad evitare un conflitto di interesse tra le operazioni militari e umanitarie in Iraq”. Avete letto bene: conflitto di interesse! Nemmeno da chiedersi a vantaggio di quale delle due componenti si risolverà tale conflitto.
KAMIKAZE AL CONTRARIO Una nuova minaccia giunge dalla Siria: un pullman che riportava in patria dall’Iraq un gruppo di probabili kamikaze, si è scagliato (distruggendolo) contro un missile americano diretto verso un ben preciso obiettivo militare. Questa nuova tattica suicida potrebbe avere conseguenze deleterie, se applicata su larga scala: porterebbe all’annullamento del potenziale bellico alleato, mantenendo intatte le forze di Saddam.
BUSH FA TENDENZA Mi è arrivata via email e mi pare il caso di proporla anche a voi. Lettera, pubblicata dal quotidiano britannico The Observer il 26 gennaio
Sono davvero eccitato dall'ultima motivazione fornita da George W. Bush per il bombardamento dell'Iraq: sta perdendo la pazienza. A me sta succedendo proprio la stessa cosa! Da qualche tempo a questa parte infatti c'è un mio vicino, il signor Johnson, che vive nella mia stessa via, due o tre case più in là, che mi sta davvero facendo arrabbiare. Beh, lui e il signor Patel, che gestisce il negozio di cibo salutista. Tutti e due mi lanciano strani sguardi e, in particolare, sono sicuro che il signor Johnson stia progettando di giocarmi qualche brutto scherzo, ma finora non sono riuscito a scoprire esattamente cosa. Ma finora farlo si era rivelato un po' difficile. Ora, però, George W. Bush ha chiarito che basta che io perda la pazienza e poi posso mettermi nella mischia e fare quello che voglio! E diciamocelo, la politica attentamente escogitata da George W. Bush rispetto all'Iraq è l'unico modo per permettere la pace e la sicurezza internazionali. L'unico modo sicuro che abbiamo per impedire ai fondamentalisti islamici kamikaze di prendere di mira gli Usa o la Gran Bretagna è bombardare un po' di paesi islamici che non ci hanno mai minacciato. Ecco perché voglio far esplodere il garage del signor Johnson e uccidere sua moglie e i suoi figli. Colpisci per primo! Questo gli insegnerà una lezione. Dopodiché ci lascerà in pace e la smetterà di guardarmi storto in quel modo assolutamente inaccettabile. Sono certo di avere tante giustificazioni quante ne ha Bush per bombardare l'Iraq per uccidere la moglie ed i figli del signor Johnson. L'obiettivo di lungo termine di Bush è quello di rendere il mondo un posto più sicuro eliminando stati canaglia e terrorismo. Però un terrorista è un terrorista solo dopo che ha compiuto un atto di terrore. Che dire dei potenziali terroristi? Sono loro quelli che bisogna eliminare davvero, perché la m maggior parte dei terroristi noti, essendo kamikaze, si sono già eliminati da soli. Forse il signor Bush ha bisogno di spazzare via chiunque potrebbe in futuro diventare un terrorista? E' possibile che non possa essere sicuro di avere raggiunto il suo obiettivo finché ogni musulmano fondamentalista non sarà stato ucciso? A quel punto però, qualche musulmano moderato potrebbe finire con il convertirsi al fondamentalismo. Non sarà che l'unica cosa davvero sicura da fare per il signor Bush sia eliminare tutti i musulmani? Mia moglie dice che potrei spingermi troppo oltre, ma io le rispondo che sto solo applicando la stessa logica del presidente degli Stati Uniti. E questo le chiude il becco. Sto per dare a tutta la mia via due settimane di tempo, no, anzi, 10 giorni, per venire allo scoperto e consegnare tutti gli alieni e i dirottatori interplanetari, i fuorilegge galattici e i cervelli del terrorismo interstellare, e se non li consegnano con le buone e non mi dicono "grazie", bombardo la via e spedisco tutti all'altro mondo.
NON SAPPIA LA TUA DESTRA… La superiorità dell’Occidente occidental-capitalista la si vede in questo: noi siamo in grado di produrre contemporaneamente l’inquinamento e i rimedi all’inquinamento; la filosofia industriale e l’ecologismo più estremo. Allo stesso modo, noi portiamo guerra all’Iraq (e sappiamo benissimo che i contraccolpi maggiori saranno per la popolazione più misera) e, contemporaneamente, si stanno già organizzando i soccorsi umanitari: Croce Rossa, Unicef, Caritas, Protezione Civile sono già … stavo per dire sul piede di guerra. Spendiamo l’ira di dio per la guerra – e cifre non da poco per lenirne le conseguenze.
BAGE-BOZZO DA’ LEZIONI (GRATUITE) AL PAPA Gianni Baget-Bozzo: un (dis)graziato dalla 180. E’ contrario alla convenzione di Ginevra esibire in Tv i prigionieri di guerra: violazione della privacy. Non è ancor più violazione di qualsiasi norma esibire in continuazione le immagini e i suoni inarticolati di un sedicente prete di nome Gianni? Uno che si è vantato di aver avuto il cancro alla prostata come Berlusconi – e come lui esserne guarito? (dopo aver sopportato l’umiliazione di aver mancato il diabete per solidarietà con Craxi). Questa mattina, non ricordo nemmeno su che canale Rai, dava lezioni al papa, sul tema della guerra. Al papa e ai vescovi tutti, dicendo che non poteva essere che avessero detto quello che tutti hanno sentito, perché se l’avessero proprio detto così, sarebbe contrario allo spirito che ha sempre animato il magistero della chiesa, che non ha mai condannato la guerra. La guerra è una questione che compete gli Stati e la chiesa sa di doversi astenere da queste interferenze. Anche perché se, invece, il papa si fosse voluto intromettere, allora avrebbe chiamato all’obiezione di coscienza contro la guerra. Se non l’ha fatto, è perché non le è contrario. “… non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia” postato da ORBOEDEGA |
11:21 | commenti (3)
L’IRAK NON E’ UN FILMDI RAMBO Torno sull’argomento dei soldati americani uccisi, perché non riesco a darmi pace. Ma come: l’esercito più forte del mondo, più tecnologizzato, più allenato a far guerre ovunque, composto da autentici rambo, gonfiati di estrogeni, massicci come bisonti, gasati, convinti di essere il braccio armato del padreterno, masticatori di ciuinga … com’è possibile che possano incontrare la morte – per mano di straccioni, poi?! Com’è che quelli oppongono resistenza, invece di cadere tutti in ginocchio e intonare l’inno americano? Forse che esiste una donna in grado di resistere all’esibizione di un rambomembro? Com’è che gli irakeni scelgono di combattere e anche morire per Saddam? Almeno così pare: tanti si arrendono, ma non pochi combattono. Agli alti comandi era sfuggita questa prospettiva? avevano previsto che bastasse gonfiare i muscoli per terrorizzare l’avversario? Non trovo risposta, mentre radio e Tv annunciano nuovi morti da entrambe le parti.
NEMBO KYD E RAMBO NON ABITANO QUI Finché si uccidevano tra di loro, i soldati alleati, passi: incidenti sul lavoro, sono cose che capitano. Anche i muratori cadono dalle impalcature, no? E poi, come spiegava un esperto militare alla radio, non è che sono aumentati questi incidenti: i comandi hanno dato più spazio alla stampa (giuro, non era Zelig, la trasmissione che ho ascoltato). Adesso, però, sta accadendo qualcosa di imprevisto e imprevedibile: le Forze del Bene cadono per mano nemica! Com’è possibile? Gli americani mettono tanta attenzione nel colpire intelligentemente solo palazzi, fabbriche di armi, cattivi seguaci di Saddam – e il popolo irakeno risponde lasciando che vengano uccisi addirittura alcuni soldati liberatori?! La nazione Usa giace preda dello sconforto: non sono ancora morte migliaia di irakeni – e già hanno perso la vita alcuni soldati americani! Bush ha la scimmia e pare abbia minacciato di incendiare Bagdad intera, per liberare il mondo dalla moderna Sodoma e Gomorra.
BARBARIE PRIVATE, PUBBLICHE VIRTU’ No no e no! Non è tollerabile che una nazione incivile come l’Iraq, governata da un feroce dittatore come Saddam, violi la convenzione di Ginevra mostrando gli interrogatori dei soldati americani catturati. Che è anche uno shock per i parenti e gli amici, in quanto quei poveri ragazzi appaiono smarriti e come non si trovassero a loro agio. Apprenda, il feroce dittatore, le usanze degli stati civili: ai prigionieri puoi fare ciò che vuoi (Guantanamo insegna), ma non davanti alle telecamere. E’ da barbari. A tal fine, una delegazione di gerarchi irakeni è stata invitata a Guantanamo, per studiare il modello americano.
ALLEATI FATTI FUORI DAL FUOCO AMICO. FATTI…? Dal fronte bellico è filtrata una notizia top-secret: i continui incidenti aerei, elicotteristici e missilistici, nonché le morti per fuoco amico (già oltre 20 i morti) sarebbero provocate da una partita di coca miscelata con LSD, fornita così dai narcos colombiani per vendicarsi delle ingerenze Usa nei loro traffici. A seguito di tale allarmante scoperta, i comandi alleati avrebbero deciso di tornare alla grappa, come ai tempi della I Guerra Mondiale. domenica, marzo 23, 2003 ANCHE GLI AMERICANI E GLI INGLESI SONO MORTALI Certo che americani e inglesi sono furrrbi. Tutto il mondo gli dice. eh, ma voi siete troppo forti, la superiorità è schiacciantem non vi vergognate a litigare con quelli più piccoli di voi. Per voi sarà come una passeggiata. E allora loro che ti fanno? per evitare di sentirsi dire che non c'è stata storia, che non hanno o incontrato resistenza, si sparano tra di loro, si scontraono, si tirano giù per sbaglio. Così hanno anche loro i loro bei morti, da aggiungere nelle listedei caduti per la patreia, la libertà, la democraziae per i pruriti al culo e al cervello dei Bush di turno.
Saddam ha tre sosia – addirittura 9, secondo alcune fonti. Un medico iraniano ora afferma (chissà perché proprio ora) che il Rais irakeno è (e non: sarebbe) morto di cancro tre anni fa. Al posto suo girerebbero appunto i sosia, mentre il vero motore della situazione sarebbe uno dei figli. Tutto è possibile, per carità: un giorno ci diranno che il Berlusconi che vive in mezzo a noi è un sosia e che quello vero è quello che interpreta le imitazioni di se stesso dietro la maschera della Guzzzanti. Il grottesco, però, nasce dal fatto che gli americani hanno più volte proposto-suggerito a saddam di togliersi dai coglioni sua sponte, risparmiando al proprio popolo la figuraccia degli attacchi con le bombe intelligenti. Ancora oggi sono tornati su questa proposta. Ma cazzarola, chi ci vogliono mandare, in esilio: i sosia? La mummia di Saddam? La nostra intelligenza? E perché insistono a dirci che mercoledì scorso il Duce irakeno sarebbe stato ferito? Che fanno: infieriscono sui cadaveri? Pensa te che scenario esaltante: uno scontro apocalittico tra il fantasma di un dittatore e il capo in carne ed ossa dello Stato titolare del copyright del fantasma della libertà.
BENEFICI DELLA GUERRA I primi effetti benefici della guerra – per noi – già li stiamo toccando con mano: dopo ascese vertiginose nei giorni precedenti, il presso del greggio ha preso a scendere progressivamente. E con esso il prezzo della benzina. Dopo la guerra, sarà anche meglio. Questo dovrebbe aiutare le coscienze più sensibili agli interessi del Paese a rivedere le proprie eventuali posizioni pacifiste. I berlusconiani che dissentivano dal Capo, ora potranno serenamente riconoscere che lui ha agito, anche questa volta, nel loro interesse. E se saremo sempre meno contrari alla guerra angloa-mericana, ben altri benefici seguiranno. Amor che move ‘l mondo….
SOCCI COLPITO DALL’INTELLIGENZA DELLE BOMBE Come già detto, l’altra sera Socci ad Excalibur era molto colpito dalla finezza delle bombe americane, programmate per sgretolare palazzi presidenziali e al massimo ferire civili. E’ stato colpito dalle bombe, non dalla situazione. Cioè, no, alt un attimo: non è che le bombe abbiano colpito Socci. Sono bombe intelligenti, diamine! E’ che l’intelligenza che ha colpito quelle bombe non ha toccato lui. Forse, l’avesse colpito una bomba intelligente avrebbe potuto inoculargli il siero dell’intelligenza. Perché è capace che lui, in tutta questa mirabolante ingegnosità esplosiva, veda un’altra manifestazione del divino. Dio, insomma, si manifesterebbe a Bush, parlandogli attraverso Costoletta al Riso.
CAMALEONTI … PER SUONARLE MEGLIO? Arrivo a piazza Venezia da via del Plebiscito: il corteo è già arrivato e sento discorsi gridati da un microfono. L’accesso alla piazza è sbarrato da un cordone di pulmini e cellulari della polizia: non si passa, ripetono gli inflessibili poliziotti. Rimandano indietro manifestanti e turisti. Noto qualcosa di strano: a fronte di un paio di agenti in divisa, tutti gli altri sono in borghese. Giovanotti anonimi, nemmeno dall’apparenza nerboruta e prestante; vestiti casual. Li distingue dai manifestanti la presenza in una mano di un casco azzurro – e nell’altra il manganello d’ordinanza. Ridono, scherzano, uno chiede che partita c’è. Tento l’accesso da via del Corso: stessa situazione, stessi ‘borghesi’ (qui, però, mi sembrano carabinieri). Puoi essere il cittadino più moderato e benpensante e bendisposto verso le forze dell’ordine, ma la domanda non puoi non portela: che cazzo ci fanno tutti quegli agenti in borghese? E con quel particolare tipo di abbigliamento? Voglio dire: non era il solito squadrone in divisa con gli scudi. Non è successo niente, per fortuna. Ma non ci dormo ugualmente tranquillo.
VA BE’ CHE ‘CIO’ CH’E’ TRINO E’ DIVINO’ … Sapevo che le manifestazioni per la pace a Roma erano due, una a Piazza Venezia e una a piazza del Popolo. Rifondazione e Centri Sociali là; Ulivo qua. Non è bello, perché la pace è una, come una è la guerra; ma si sa, tra poco ci sono elezioni amministrative importanti e ognuno deve coltivare il proprio orticello. Arrivo a Piazza Venezia e capisco subito che c’è qualcosa di strano: volume altissimo sia di ‘parlato’ che di musica. C’è, vicino all’imbocco di via del Corso, un camion-palco, sul quale si alternano vari oratori: discorsi politici, duri, urlati. Questa è Rifondazione, non c’è dubbio. Ma ‘sto fracasso che sento più in là? Mi sposto verso l’Altare della patria e mi imbatto in una scena al limite del grottesco felliniano: un camioncino scoperto, sormontato da alcuni giovani che manovrano un impianto di diffusione sparato a livelli da bombardamento, distorto quanto possibile – mentre uno sventola fumogeni da stadio. Mi sento vecchio, di fronte a questa musica che mi assorda e non mi trasmette alcuna emozione, mentre alcuni – non molti - adolescenti o poco più si agitano a due centimetri da quella fabbrica di sordità. Il grosso se ne stà li intorno parlando in piccoli gruppi, seduti o in piedi, non molto interessati né alla musica né ai discorsi. Libertà di espressione, ci mancherebbe altro; ma che messaggio trasmetti? Due aree contrapposte – o almeno indifferenti – sulla stessa piazza. E che significa quella specie di grottesca discoteca all’aperto? Mah … una linea retta congiunge piazza del Popolo all’altare della patria: un’unica linea, ma tre opposizioni diverse e divise, che non si parlano. Gli fai tre seghe, al Pentagono. postato da ORBOEDEGA |
14:45 | commenti (1)
sabato, marzo 22, 2003 ora esco dal virtuale e mi immergo nella realtà: Roma per la pace offre ben due manifestazioni: Evidentemente, non c'è stato accordo sulla pace.
LA SPOTTACOLARITA’ DELLA GUERRA C’è un ingrediente delle trasmissioni Tv sulla guerra che aiuta a vivere con molta filosofia questa tragedia. Non c’è dibattito, su Rai e private; non c’è servizio che non continui ad essere regolarmente interrotto dalla pubblicità. (su Canale5 anche il Tg). Ti aiuta, quella pausa, a riprendere fiato; a recuperare il ritmo della quotidianità; a farti capire che, per noi, quella è solo Tv. Non fosse così, ci riguardasse in prima persona, mica farebbero la pubblicità, no?
ASINO CHI LEGGE! O CHI SCRIVE? La democrazia internettiana è stata ulteriormente incrementata dall’avvento dei blog. Ora <b>veramente</b>tutti possono … possiamo dire ciò che pensiamo, diffondere le idee in cui crediamo, i testi che secondo noi meritano, segnalare e promuovere siti, iniziative e quant’altro. Il tutto, in tempo reale, senza i ritardi della posta. Il paradiso terrestre? Mmmmmhhhh … me, mi viene un dubbio: se tutti sono impegnati a scrivere, chi legge?! Lo dico dopo aver scorrazzato un po’ belle varie directory di blog italiani: sono … siamo migliaia, da far paura. Ma se dai un’occhiata ai contatori, ti accorgi che i visitatori sono quel che sono. Figuriamoci i lettori …. Ora si passa agli aggregatori – ed è già un bel passo avanti. Ma temo proprio che molto presto questo ‘eccesso’ di democrazia si esaurirà autonomamente. Sopravvivranno i più ‘professionali’. Per tutti gli altri (la stragrande maggioranza) resterà un dubbio ‘morettiano’: mi si nota di più se metto in piedi un blogghettino tutto mio, che non visita quasi nessuno – oppure se imperverso nell’anonimato dei forum o nei blog dei ‘grandi’ (Sabelli, Negri, skipintro, Blog.it, Wittgenstein ecc. ecc.)? Se è solo una moda, passerà presto, anche perché pensare e scrivere costa fatica. DAGLI AMICI MI GUARDI DIO! La generosità degli anglosassoni non conosce limiti: prestano tanta attenzione a non colpire i civili irakeni, che poi si distraggono, si sparano addosso, precipitano con gli elicotteri, si scontrano in volo. Dev’essere la guerra più assurda fin qui combattuta, quella in corso: mai sentito di attaccanti vittoriosi che subiscono perdite molto superiori a quelle degli sconfitti. Però, un dubbio me lo fan venire, ‘sti pasticcioni che si tiran giù - e addosso - tra di loro: è mai possibile che uomini tanto pressappochisti possiedano bombe più intelligenti e precise di loro? Va bè che le bombe non si fan prendere dall’eccitazione e concitazione dell’attacco, ma insomma, tutta ‘sto gran parlare di chirurgia militare mi sa un po’ di retorica.
DAGLI AMICI MI GUARDI DIO! La generosità degli anglosassoni non conosce limiti: prestano tanta attenzione a non colpire i civili irakeni, che poi si distraggono, si sparano addosso, precipitano con gli elicotteri, si scontrano in volo. Dev’essere la guerra più assurda fin qui combattuta, quella in corso: mai sentito di attaccanti vittoriosi che subiscono perdite molto superiori a quelle degli sconfitti. Però, un dubbio me lo fan venire, ‘sti pasticcioni che si tiran giù - e addosso - tra di loro: è mai possibile che uomini tanto pressappochisti possiedano bombe più intelligenti e precise di loro? Va bè che le bombe non si fan prendere dall’eccitazione e concitazione dell’attacco, ma insomma, tutta ‘sto gran parlare di chirurgia militare mi sa un po’ di retorica. postato da ORBOEDEGA |
16:49 | commenti (1)
VIOLENZA-SPETTACOLO Sabato mattina, ore 11,45. Rientro dalla spesa e accendo la Tv, per avere notizie dall’Iraq. 1, 2, 3, 4, 5: programmi di varia umanità - la solita programmazione, si intuisce. Poi finisco su Italia1. E’ in corso uno scontro di non so che genere di lotta: due bestioni gonfiati di estrogeni, anabolizzanti e non so che altro - a partire dal cervello. Se le suonano di santa ragione, in tutti i modi possibili, dentro e fuori il ring. Una volta mi hanno spiegato che fanno finta, è tutto spettacolo. Sarà, ma il sangue mi pare vero. Dan Peterson commenta come commentava gli incontri di basket, come se si trattasse di una gara di braccio di ferro I due si esaltano, saltano sulle corde – un momento le prende uno, poi tocca all’altro. Ansimano, sono progressivamente sfiniti e appesantiti. E’ spettacolo, finzione. E’ violenza gratuita, senza senso, senza stile, quasi all’ora di pranzo: possono vederla tutti. E’ in corso una guerra, che è il massimo della violenza; ce la trasmettono quasi in continuazione. Non basta: show must go on. Finisce che la gente non coglie più la differenza: anche la guerra è spettacolo, sono attori che recitano, in una dimensione che non è la nostra. Abbiamo bisogno di un 11 settembre sull’uscio di casa, per capire che la violenza esiste nella realtà, non solo nel tubo catodico. venerdì, marzo 21, 2003 SPECULATORI BECCAMORTI Italia1, ore 23,30. Va in onda il cinismo dello show.business, guarda caso imparato dagli americani. La guerra-spettacolo, a tutti i costi, contro tutte le regole morali. Senza rispetto per i morti, per la tragedia di un popolo, prima martoriato da un Duce assurdo - poi massacrato da chi vorrebbe fargli credere di essere il suo liberatore. Ritmi di tamburi, musica rock, parole come pace, libertà, democrazia. I giovani soldati contrapposti ai giovani pacisifti, con un narratore-regista fuori scena che dà la parola ai cronisti: "Vai, tocca a te!". Poi, la descrizione del bpmbardamento a tappeto, le ondate di bombe, i missili, gli aerei. Vomitare addosso a chi programma simili cinici spettacoli, a chi li sponsorizza, a chi li realizza.
PREMIATA DITTA FERRARA&SOCCI: ROBUSTO FILO AMERICANO La7 - 8 e mezzo – Ferrara. Rai2 – Excalibur – Socci. Per una parte della serata, addirittura in parallelo: quanto sono bravi gli americani e gli inglesi! Contengono le perdite di civili, pur avendo scatenato un fuoco micidiale. Sono lì che, se solo volessero, potrebbero radere al suolo tutto l’Iraq – e invece si frenano, non sparano nel mucchio, prendono la mira, vanno via d’intelligenza. Ciò che fa l’uomo superiore alla bestia: il controllo delle pulsioni, l’uso del raziocinio. Socci parla degli attacchi mirati come se parlasse della madonna: enfaticamente estasiato. Ferrara è, al solito, lucido e spietato, come il medico che ti prescrive 20 penicilline per combattere la polmonite: è per il tuo bene. Al momento, proclama solennemente yankee, sappiamo dei morti americani e inglesi. Di morti civili, ancora non si parla. Se ce ne saranno, ci dispiacerà (figuriamoci: siamo un popolo che si commuove per la gravidanza della mammina di Cogne); ma al momento, nemmeno risultano. Decine, forse centinaia di tonnellate di esplosivo scaricate su Bagdad; palazzi interi, forse intere vie, in fiamme. Ma le persone, no, perché alle forze del Bene sta massimamente a cuore la vita del martoriato popolo irakeno. Ferrara&Socci - le due facce dell’americanismo viscerale: quello laico e quello clericale. Due facce di un unico cinismo. postato da ORBOEDEGA |
23:30 | commenti (1)
GIA’ DUE MARINE MORTI IN COMBATTIMENTO. E’ STRAGE Voglio invitare tutti i blogger in ascolto a sospendere l’attività per almeno un’ora. Per solidarietà e per cordoglio. La Cnn italiana ci ha informato che è caduto il secondo marine americano, mentre un terzo è rimasto ferito – per fortuna da fuoco amico. E’ una tragedia per il popolo americano, lo capisco. Temo che il dramma in corso impedirà di seguire con la dovuta attenzione e serenità le fasi salienti dei bombardamenti da poco iniziati. Onore ai soldati caduti. Sono morti anche per noi. Speriamo gli intitolino una via almeno a Milano2.
DULCE ET DECORUM EST PRO PATRIA MORI L’attacco decisivo è iniziato. Di venerdì, la domenica dei musulmani. Ma non sottilizziamo: morire in giorno festivo o feriale, poco importa, quando si muore per una giusta causa – anche se non l’hai scelta tu, la giusta causa, anche se nessuno ti ha chiesto se eri disposto a morire per essa. Martiri per la libertà, la democrazia e il progresso del loro Paese. Per degli stupidi beduini?
LIBERATORI A STELLESTRISCE Allego un articolo tratto dal Barbiere della Sera: illustra esemplarmente perché Fini ieri sera fosse molto imbarazzato quando Rutelli, da Vespa, gli ha ricordato il suo viaggio del ’91 da Saddam. E ci invita a riflettere sul nostro passato-presente-futuro e sul rischio di possibili rigurgiti poco auspicabili 21.03.2003 Feltri a stelle e strisce non piace ai giovani di destra di Shampoo Giudizio negativo di Alleanza studentesca sull'iniziativa di Libero: allegare al quotidiano la bandiera americana Anche una bandiera come gadget. Ma a stelle e strisce. L'ha offerta Libero, con soli 1,60 euro in più è stata messa in vendita insieme al giornale. L'iniziativa di Vittorio Feltri non è però piaciuta ai giovani di Alleanza studentesca, organizzazione di destra che fa riferimento ad Alleanza nazionale. Quel "gesto concreto - così lo definisce il quotidiano di via Merano - di sostegno agli Stati Uniti d'America" è apparso infatti "altamente offensivo nei confronti della nostra patria e di coloro che hanno combattuto per essa - fanno sapere i dirigenti dell'organizzazione giovanile - ed è la dimostrazione della mancanza di orgoglio nazionale".
ARRIVANO GLI AMERICANI Sul tema precedente, molto molto complesso e di capitale importanza, vi propongo questa vecchia canzone degli Stormy Six Arrivano gli americani Le statue sudano sangue, parlano dentro le chiese, Arrivano gli americani, garibaldini marziani, Dai camion, tra fiori e bandiere, mentre battiamo le mani, Arrivano gli americani... In un paese c'e' un uomo con un megafono in mano: Tocco un tasto molto pericoloso, me ne rendo conto; ma mi pare giusto non sottrarci a sollecitazioni di questo tipo.
DEMOCRAZIA: SUPPOSTA DA INFILARE NEL CULETTO DEI POPOLI CANAGLIA? Questa mattina, sulla Terza Rete, Guzzanti padre spiegava come, al termine della II Guerra Mondiale, gli americani imposero la democrazia in Giappone. Con il risultato che oggi quella nazione è una democrazia liberale. Aggiungo io: esattamente quello che fecero i russi nel ’68 in Cecoslovacchia, ai tempi di Dubcek. Oggi le repubbliche Ceca e Slovacca sono due democrazie di tipo occidentale. Successe anche in Cile, ancora con gli Usa: appoggiarono il golpe di Pinochet per prevenire chi stava instaurando la dittatura del proletariato – e oggi quel Paese è una democrazia di tipo occidentale. Insomma, ‘sto sistema funziona: in un modo o nell’altro, i carrarmati portano la democrazia. Dalle urne dei morti si passa alle urne elettorali; ogni pallottola, ogni bomba è un voto democraticamente espresso. Solo un dubbio, un piccolissimo dubbio nel mio cervellino di certo meno sviluppato di quello delle bombe intelligenti: se tra qualche anno i cinesi si convinceranno che gli Usa sono governati da un tiranno, pericoloso per il bene dell’umanità - per giunta rappresentante una costante minaccia per gli interessi cinesi, ditemi, che succederà? Invocheranno Mao e Confucio e cercheranno di convincere il resto del mondo della bontà della loro missione? postato da ORBOEDEGA |
20:17 | commenti (1)
RETTIFICA Sono incappato in un abbaglio ed è giusto rimedi. Ieri ho dato nitizia di un convegno tenutosi a Padova il 13 scorso, lasciando intuire una parentela fra Costanza Lunardi e il ministro delle infrastrutture. Purtroppo (o per fortuna?) non è vero niente. Mi scuso con la signora
OLIO DI RICINA PER DIGERIRE MEGLIO LA GUERRA? uella che sfiga! quegli sbadatoni di Al Qaeda hanno scordato i due flaconi di ricina proprio a Parigi, mica a Madrid. Volle la coincidenza che la Francia sia tra i contrari alla guerra - ma al momento un po' titubante, dato il rischio di restare tagliata fuori dalla ricostruzione dell'Iraq. Insomma, un'opinione pubblica scossa dal rischio chimico-batteriologico, magari potrebbe dimostrarsi più sensibile ad una eventuale svolta di Chirac. Va a finire che quelli di Al Qaeda si tirano la zappa sui piedi, provocando un intervento francese contro l'Iraq - o almeno una non ostilità
BERTINOTTI AMPLIA I SUOI CONSENSI. A DESTRA Ieri sera Fini da ‘Vespa a Vespa’; ‘stamattina Giovanardi su La7 hanno elogiato la coerenza di Bertinotti e del PRC sulle tematiche della guerra e del pacifismo. Ovviamente, in chiave anti-ulivista e per seminare zizzania in vista delle prossime amministrative. Quel cafone di Rutelli, invidioso degli elogi di Fini a Bertinotti, ha avuto il pessimo gusto di ricordare a Fini il suo volo del ’91, con Le Pen, da Saddam. In entrambi i casi, la miglior difesa è l’attacco. Bush insegna, no? BERTINOTTI AMPLIA I SUOI CONSENSI. A DESTRA Ieri sera Fini da ‘Vespa a Vespa’; ‘stamattina Giovanardi su La7 hanno elogiato la coerenza di Bertinotti e del PRC sulle tematiche della guerra e del pacifismo. Ovviamente, in chiave anti-ulivista e per seminare zizzania in vista delle prossime amministrative. Quel cafone di Rutelli, invidioso degli elogi di Fini a Bertinotti, ha avuto il pessimo gusto di ricordare a Fini il suo volo del ’91, con Le Pen, da Saddam. In entrambi i casi, la miglior difesa è l’attacco. Bush insegna, no?
BERLUSCONI VERGINALE PIGIASERPENTI Dice Berlusconi che dalle manifestazioni per la pace, si sa, c’è da aspettarsi niente di buono. Con tutte quelle bandiere rosse … Lui, che la cultura storica ce l’ha nel sangue, conosce bene il pericolo comunista – sa come, nel corso dei secoli, sia ciclicamente riapparso sulla scena, or qua or là. E sempre camuffandosi dietro buone intenzioni, dietro rivendicazioni di facciata. Il comunismo è l’Anticristo, il Serpente che strisciando si intrufola nelle buone intenzioni del popolo. E Berlusconi la Vergine designata da Dio medesimo per schiacciarlo.
GIOVANARDI O IL MARTIRIO COME VOCAZIONE C’è niente da fare: i cattolici hanno la vocazione al martirio. Prendete Giovanardi (ministro per i rapporti con il parlamento, giova ricordarlo): mai visto tanto in Tv come negli ultimi giorni. E a far che? a difendere, con quella sua faccia da funerale full-time, le posizioni belliche del governo - cercando, con goffe escursioni sugli specchi, di conciliarle con la posizione ufficiale della Chiesa cattolica. Ma mandaci un laico, no?! No! Ci va lui – e s’incazza pure, da sanguigno romagnolo quale è. Fa quasi tenerezza, povero ciccio – che ti verrebbe voglia di dirgli: ma fatti una bella scopata, piuttosto! Solo che, con quella faccia, è probabile che gli unici rapporti li abbia ormai con il parlamento.
BUSH E ANTIBIOTICI Non sei d’accordo con l’amministrazione Bush e la sua guerra contro l’Iraq? Allora difendi il feroce dittatore Saddam, sei favorevole al mantenimento delle condizioni di illibertà del povero popolo irakeno! Come dire: non ritieni che il modo migliore di combattere l’influenza sia quello di aggredirla con antibiotici a tutto campo? Allora sei amico dei virus!
LUNARDI, LA COSTANZA NELLA DIFESA DELL’AMBIENTE Guarda le coincidenze della vita … C’è una certa signora Costanza che a Padova organizza e prende parte a meritorie manifestazioni quali la XIII CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO - 2003 Tra le due rive del mediterraneo 15 MAGGIO Visita Il mito della bellezza e della vita solitaria nell'Eden pagano di Villa Guarienti Brenzone a San Vigilio Garda Costanza Lunardi – Pubblicista Ops! L’avete visto anche voi, quale importante cognome porta la signora? Del tutto accidentalmente è lo stesso del nostro ministro delle Infrastrutture, un grande amante difensore del paesaggio e della tradizione giovedì, marzo 20, 2003 http://www.martinauer.net/KINDER/krieg-it/nahkampf-it.htm Martin Auer La Strana Guerra Racconti per una Cultura di Pace Introduzione Prefazione o Conclusione Il Sognatore Il Ragazzo Blu Il Pianeta delle Carote Paura Ancora Paura Gli Strani Abitanti del Pianeta Hortus Due Combattenti Uomo Contro Uomo La Grande Guerra su Marte Lo Schiavo I Contadini che ci sapevano fare coi Numeri La Strana Guerra Arobanai Serpente Stella Ingorgo I Due Prigionieri Relazione allo United Solar IL Consiglio Dei Sistemi Parole Aperte La Bomba Prefazione o Conclusione Scarica Pagina Forum di Discussione Martin Auers Geschichtenmaschine Home Page di Martin Auer Posta per Martin Auer Le Nazioni Unite e l'UNESCO hanno dichiarato che i primi dieci anni del nuovo millennio saranno il Decennio per una Cultura di Pace e Non violenza per i bambini del Mondo ecco il motivo per cui ho deciso di riunire questa raccolta di racconti. Li ho scritti per i bambini e per i giovani, ma spero che abbiano qualcosa da offrire a tutti. Alcuni sono stati pubblicati in precedenza su diversi libri, altri sono apparsi per la prima volta su "Der seltsame Krieg" (Beltz & Gelberg 2000), e altri ancora sono stati pubblicati, per ora, soltanto su questo sito Web. Leggere racconti su uno schermo è piuttosto noioso, così, dopo aver dato un'occhiata a qualcuno dei testi potrete scaricarli e stamparli. Spero che questi racconti siano utilizzati come spunto di lavoro nelle scuole, nell'ambito di gruppi giovanili, nelle chiese e simili per parlare con i bambini delle problematiche inerenti alla guerra e alla pace. Scaricare, stampiare e copiare i testi di questo sito è gratuito. Per un uso commerciale è necessario un accordo tra l'autore e il traduttore. su questo sito web c'è anche un forum di discussione dove i lettori possono scambiare opinioni con l'autore e con chiunque altro sui racconti e sui problemi che riguardano una cultura di pace. Molti insegnanti utilizzano già questi racconti per il lavoro in classe e hanno spedito a questo sito i lavori di alcuni allievi. . E questo sito vi dà ancora l'opportunità di firmare il Manifesto 2000 per una cultura di pace e non violenza. I racconti sono stati tradotti in Italiano da Giovanna Rampone
Per una cultura della pace di Leopoldo Attolico In questa caldana d’enfasi esantematica che tifa per la pace senza meritarla la pace tiene duro e latita come è giusto che sia; è più che mai uno zombi scettico per questo fervore di circostanza. Questi tarantolati dalla colomba bianca iconografica non sanno neanche dove sta di casa quel battito di pietas quotidiana che è la sola premessa per andare in piazza con le carte in regola e dare alla pace quello che si merita; sono lontani mille miglia dall’essere sfiorati dall’idea di un rendez vous che faccia il contropelo alla retorica e i conti in tasca a un empito cui manca la benzina e il firmamento per andare a segno e legittimare un’istanza. La pace a gogò non è una cosa seria quando ci si scanna fino a cinque minuti prima di farne un avamposto fideista. La guerra ha bisogno di interlocutori all’altezza non di aria fritta che starnazza e blatera. Torta imperiale per il 50° compleanno del neo - N.A.T.O. 24 aprile 1949 - 1999 di Michele Arcangelo Firinu Mettete in una "terrina" U.S.A.- e-getta : quanto basta di farina 00 di palazzi, ponti, ospedali, asili e scuole ; non dimenticate di sbriciolarvi alcuni biscotti di caserme e insaporite con un'ambasciata di China; unite una fiumana di lacrime di sfollati, profughi e deportati ; il bianco d'uovo di odi di contrapposte etnie, che avrete precedentemente montato ad arte a neve ; un trito di cioccolato di giuste cause indipendentiste ; mescolate dolcemente e profondete, nell'impasto, a strati, sangue fresco che avrete ordinato di giornata alla ditta Effetti collaterali-pardon; spruzzate con abbondanti effluvi di alchermes e melassa di pietismo, che avrete avuto cura di immagazzinare in gazzette e in pratiche confezioni spray in talk show - missione arcobaleno s.p.a. dai vostri fedeli vampiri. Quando l'impasto avrà raggiunto la giusta morbida consistenza, modellate una gran torta in forma di mappamondo, infornatela in una TV ben calda ed aspettate il tempo necessario alla cottura dell' imperiale. Quando sarà ben lievitata e cotta, a giusta doratura, scolpitevi i cinque continenti, senza farla freddare, con la glassa della democrazia imperiale. Spolveratela ben bene con lo zucchero a velo della solidarietà intercontinentale e irrorate con Marshall all'uovo riserva speciale del Fondo Monetario Internazionale, diluito al 60 % al tasso agevoladro. Farcite siringando in profondità, qua e là, alternando e altercando, crema di ideologie nazionaliste, ex-comuniste, social con liste: DS, asinellari, elefantiari, terze vie, ecc. etcì ! e abbondate con lo zabaione di nefandezze truculentarie. Ammorbiditela e potenziatene la fragranza irrorandola con aromatica bavetta pennivendola di politologi (le migliori marche scrivono sulla manchette: "dedicato ai pacifisti anime belle"). Coloratela senza risparmio con spargimenti a larghe chiazze di Petrol Q8 o d'altre marche (ma andranno bene anche diossina o
250.000 Hiroshima di Antonio Porta Stamattina la radio: sono già pronte bombe per 250.000 Hiroshima ma il pericolo non è imminente. Rispondetemi, come può un poeta essere amato? Lo ricordo bene, Musil che scrive: “questa è la prima epoca della storia che non ama i suoi poeti”. In questi giorni molti mi chiedono poesie, qualche motivo buono ci deve essere. (da Invasioni, Milano, 1984; riportata in Antologia di poeti per la pace a cura di Filippo Bettini - Piero Manni edit., Lecce, 1985). Cose da pax di Vito Riviello Non ne dovevano più avvenire ma la differenza tra questa e le guerre che verranno sarà la comodità della morte come errore comunque invisivo. Tutto sarà in perfetto orario col bersaglio mirato deinde programmmato la nostra sorte in un quadrato di luce, si sceglie il mezzo ma se siamo in mezzo colpiscono anche noi, armi gentilissime ci sposteranno di peso dai luoghi magici dell'eccidio dei mezzi, allegri razzi di laser ci condurranno via su antichi arazzi volanti, gridandoci : "Venite via, andate a far l'amore, a leggere un bitter mentre noi vi distruggiamo il blindo in un minuto, tornate fra venti minuti dopo venti carri obsoleti dopo un'ora vi veniamo a prendere ancora” e così via fino a quando ci sia solo l'aurora e qualche indicazione per chi volesse cercare entracte il ladro di Bagdàd. Noi che tremiamo di tramonto di Maria Teresa Ciammaruconi Si incontrano oltre i propri territori e ci guardano indifferenti al tempo dal luogo dove si trovano i corpi attraversati dall’oltraggio della vita tradita che ancora li morde gettati nel lutto di strade senza incroci e parole inutili Corpi violati da tutti noi che tremiamo di tramonto noi disperati esteti distesi sulle agonie dello spirito affatturati inquisitori dell’anima con le mani pulite accarezziamo i brandelli della vostra immagine in sacrificio ancora tra uno spot e il pranzo di natale raffinato delirio mascherato dalla verità della carne tirata tra i quattro punti cardinali. La lingua del dolore ha disertato parole e bandiere la tana è nel silenzio spugnoso di una scatola cranica nella sacca devastata della pelle dove cresce la rabbia dell’amore assassinato prima che gli occhi godano i colori raccolti negli occhi diversi dell’altro. Notte a Belgrado di Lorenzo Ciccarelli Il nero liquido della notte tinge la luce di Belgrado mentre i missili sgusciano via come anguille dalle mani della ragione. Quando i missili, scoppiando a chilometri di distanza da me trafiggono il mio fragile cuore, la pace prende i suoi bagagli e va via. Vita e morte in guerra di Gianni Godi La guerra s’increa nel cuore dei cattivi; né può essere altrimenti dacché i buoni furono tutti assassinati. Ed è per questo che noi sopravviviamo. Le anime dei buoni trucidati formano una legione invisibile come è giusto che sia. Da tempo smemorato non nascono più buoni, e i cattivi si trucidano tra loro. I corpi dei cattivi trucidati dovrebbero formare battaglioni visibili, il che sarebbe ovvio, ma avendo costoro l’anima smarrita, finiscono in polvere terrestre. Grande è la guerra tra i cattivi e si ammira il miraggio. Quando si guarda la guerra, che è tutto un prendersi a graffi, pugni e spintoni con l’aiuto di amigdaloidi, lance, frecce, mitraglie, cannoni, jet di uranio, missili, radar, carri armati, e può uscire anche il sangue, noi si sta davanti al video a tifare per la pace. Bel nome dato a una invisibilia che ha a che fare con le anime dei buoni. Dio, nome maschile vero dato a un finto, si divide in più parti invisibili chiamate: dio, allah, visnu, wall street, ecc.; è molto buono con tutti, specialmente con i cattivi poveri , anche se pare pretenda preghiere affinché ci lasci in vita a combattere per uno di lui, che da intero si è diviso per accontentare tutti. Poveri noi cattivi, in che mani siamo.
Sito di iniziative contro la guerra all’Iraq: http://www.fermiamolaguerra.it/ IMAGINE John Lennon Immagina non ci sia il Paradiso prova, è facile Nessun inferno sotto i piedi Sopra di noi solo il Cielo Immagina che la gente viva al presente... Immagina non ci siano paesi non è difficile Niente per cui uccidere e morire e nessuna religione Immagina che tutti vivano la loro vita in pace.. Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno... Immagina un mondo senza possessi mi chiedo se ci riesci senza necessità di avidità o rabbia La fratellanza tra gli uomini Immagina tutta le gente condividere il mondo intero... (traduzione Fiorella Gentile) http://www.cobas-scuola.org/giornale/n4/4_12.html Indice del Num. 4 (Ott/Nov '99) Muri di Michele Arcangelo Firinu Una guerra non - guerra, artatamente non dichiarata, spudoratamente agita senza il ritiro degli ambasciatori, smaccatamente tirata in barba alla costituzione italiana e agli statuti dell’ONU e della NATO, non avrebbe potuto superare la barriera della sua propria vergogna senza portare la sopraffazione in primo luogo sul campo della comunicazione linguistica. Il bombardamento semiologico a tappeto apriva enormi crateri innanzitutto sul terreno del lessico: scomparse le parole guerra, bombardamenti, bombe, proiettili, morti, feriti, mutilati, sfollati, vittoria, ... i linguisti della NATO provvedevano a ricreare un paesaggio lessicale artificiale, plastificato - intervento umanitario, impegno alleato, missioni, rilascio, successi, errori collaterali, governo internazionale ... - sul quale, smielando musiche e avvolgenti sorrisi di star, veniva proiettato uno smisurato arcobaleno catodico di solidarietà. Chi è sotto ai bombardamenti deve scavare rifugi, erigere muri e linee di fortificazioni. Ecco che in un liceo si incollano poesie su un muro, lo si chiama Muro n° 1 contro la guerra, in un altro liceo una piccola pattuglia di poeti innalza pacatamente una barriera di umanità scandendo ai microfoni la verità della nuda parola poetica. Di scuola in scuola, dalle materne alle università, si fotocopia, si faxa, si ritaglia, si incolla; bambini e ragazzi si scuotono l’angoscia di dosso, scrivono, vogliono comunicare: quaderni e muri si riempiono; circolano poesie anche nei cortei; i versi delle poesie elevano gli archi e le volte delle sinapsi; insieme alla controinformazione si inizia a riedificare la cultura della pace. Tornava in mente la considerazione espressa da Antonio Porta in una poesia, guarda caso contro la guerra: “In questi giorni molti mi chiedono poesie, / qualche motivo buono ci deve essere”.
http://www.diariodipoesia.it/poesie%20per%20la%20pace.htmpace] "O vecchio, a te piaccion sempre discorsi interminabili, come una volta, in pace: ma è sorta guerra orrenda. Già molte volte io fui nelle battaglie degli uomini, e mai vidi esercito simile, così grande!" Omero * L'addormentato della valle E' una gola di verzura dove il fiume canta impigliando follemente alle erbe stracci d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi. Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda, e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro, dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola, pallido nel suo verde letto dove piove la luce. I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno. O natura, cullato tiepidamente: ha freddo. I profumi non fanno più fremere la sua narice; dorme nel sole, la mano sul suo petto tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro. Arthur Rimbaud (1854 - 1891) * Ombra Rieccovi accanto a me Compagni miei morti in guerra Oliva del tempo Ricordi che ormai fate un ricordo solo Come cento pelli fanno una sola pelliccia Come queste migliaia di ferite fanno un solo articolo di giornale Impalpabile e buia apparenza avete preso La forma instabile della mia ombra Un indiano in agguato per l'eternità E ombra mi strisciate accanto Ma non mi sentite più Non conoscerete più i poemi divini che canto Mentre io vi sento vi vedo ancora Destini Ombra multipla il sole vi conservi Voi che tanto mi amate da non lasciarmi mai E che ballate al sole senza far polvere Ombra inchiostro del sole Scrittura della mia luce Cassone di rimpianti Un dio che si umilia. Apollinaire (1880 - 1918) * Non gridate più Cessate d'uccidere i morti, Non gridate più, non gridate Se li volete ancora udire, Se sperate di non perire. Hanno l'impercettibile sussurro, Non fanno più rumore Del crescere dell'erba, Lieta dove non passa l'uomo. Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970) [top] * Soldati Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970) * La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente. Bertolt Brecht (1898 - 1956) * Uomo del mio tempo Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, -t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero, gli animali che ti videro per la prima volta. E questo sangue odora come nel giorno quando il fratello disse all'altro fratello: "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace, è giunta fino a te, dentro la tua giornata. Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra, dimenticate i padri: le loro tombe affondano nella cenere, gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore. Salvatore Quasimodo (1901 - 1968) * Da "Diario di Algeria" Non sa più nulla, è alto sulle ali il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. Per questo qualcuno stanotte mi toccava la spalla mormorando di pregar per l'Europa mentre la Nuova Armada si presentava alla costa di Francia. Ho risposto nel sonno: - E' il vento, il vento che fa le musiche bizzarre. Ma se tu fossi davvero il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna prega tu se lo puoi, io sono morto alla guerra e alla pace. Questa è la musica ora: delle tende che sbattono sui pali. Non è musica d'angeli, è la mia sola musica e mi basta. - Vittorio Sereni (1913 - 1983) [top] * Promemoria Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da far di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra. Gianni Rodari (1920 - 1980) * Da "Documento" Hanno fuso l'ordigno di guerra con le mie dita troppo occupate a servirsi di cibi cannibaleschi e tutto il mondo è corso a vedere. Pene infranto e rotta condotta sono lì a farvi da guida: l'esperienza è maestra degli svogliati, i poveri d'immaginazione che rotolandosi nell'aldilà hanno voluto imprigionarvi. Voglia di fare temprata da consuetudini che hanno invece tremebonde pratiche: quelle di non sapere dove le hanno lasciate. Ed è il dovere a farti strada come fosse una sbiadita lanterna e spaccata che nulla illumina salvo che il tuo piede che sbaglia. Gli aeroplani hanno cominciato a sparare sulla folla poi hanno tradito così come è normale nella pioggia di ogni giorno e anche la sera. Ogni giorno tentano un tranello e ogni giorno torna la purezza e ogni notte mettono in dubbio quello che hanno fatto di giorno. Di giorno sognano; di notte vegliano; il pomeriggio dormono; la mattina pregano. Pregano che non se ne andrà così presto la vita che ha nascosto la morte per tanto tempo finché un giorno ritrovarono la notte stesa come un morto. Amelia Rosselli (1930 - 1996) * Se viene la guerra Se viene la guerra non partirò soldato. Ma di nuovo gli usati treni porteranno i giovani soldati lontano a morire dalle madri. Se viene la guerra non partirò soldato. Sarò traditore della vana patria. Mi farò fucilare come disertore. Mia nonna da ragazzino mi raccontava: "Tu non eri ancora nato. Tua madre ti aspettava. Io già pensavo dentro il rifugio osceno ma caldo di tanti corpi, gli uni agli altri stretti, come tanti apparenti fratelli, alle favole che avrebbero portato il sonno a te, che, Dio non voglia!, non veda più guerre". Dario Bellezza
http://www.namir.it/TELEVISIONE/poesia.htm Se questo resta com'è siete perduti. Il vostro amico è il cambiamento, Il vostro compagno di lotta il dissidio Bertolt Brecht ------------------------- Sentinella, a che punto è la notte? L'alba sta per venire ma la notte non è ancora terminata. Non stancatevi. Tornate. Domandate. Isaia A futura memoria ...dove camminavano i morti e fatti di cartone erano i vivi Ezra Pound Per una cultura della pace di Leopoldo Attolico In questa caldana d'enfasi esantematica che tifa per la pace senza meritarla la pace tiene duro e latita come è giusto che sia; è più che mai uno zombi scettico per questo fervore di circostanza. Questi tarantolati dalla colomba bianca iconografica non sanno neanche dove sta di casa quel battito di pietas quotidiana che è la sola premessa per andare in piazza con le carte in regola e dare alla pace quello che si merita; sono lontani mille miglia dall'essere sfiorati dall'idea di un rendez vous che faccia il contropelo alla retorica e i conti in tasca a un empito cui manca la benzina e il firmamento per andare a segno e legittimare un'istanza. La pace a gogò non è una cosa seria quando ci si scanna fino a cinque minuti prima di farne un avamposto fideista. La guerra ha bisogno di interlocutori all'altezza non di aria fritta che starnazza e blatera. Cari bambini dell'America, siamo tre alunni della scuola Elementare frequentiamo la classe IV-A. Abbiamo visto alla televisione e letto sui giornali cosa è successo da voi e quindi abbiamo deciso di mandarvi questa lettera. Continuate ad essere felici e non abbattetevi perché staremo sempre vicino a voi; siate felici anche se i vostri cari non ci sono più, perché vi staranno sempre accanto e vi aiuteranno nei momenti più difficili. Non vendicatevi ma fate giustizia altrimenti dentro di voi sarete sempre più tristi. Aiutate chi sta male e augurategli buona fortuna, pensateli sempre con la mente e con il cuore. Gettate dall'anima l'odio e la violenza e fateci entrare l'amore, la gioia e la fiducia. Noi siamo dalla parte vostra cioè dalla parte della pace e della giustizia; RICCARDO FRANCESCO FABIO Ai Kamikaze Scusate l'intrusione, ma siete in una brutta situazione, avete infranto la felicità l'amore e la cordialità fate pace e farete giustizia bruciate i brutti ricordi e unite i vostri cuori. A Bush Gentile Sig. Bushnon sporcarti le mani anche tu di innocenti impara a perdonare, perdonare è oro. Altrimenti si va avanti di morti in morti; alla fine si avrà un deserto, un deserto di amore e perdono: impara a perdonare.
http://www.encanta.it/penso.html Poesia contro la guerra "Ogni uomo è un poema, un poema vivente. Ogni animale è un poema. Ogni albero, ogni fiore è un poema. Ogni montagna, ogni sasso è un poema. La guerra, il terrore infinito hanno distrutto milioni di poemi. I signori della guerra stanno per distruggere altri milioni di poemi. Ancora una volta è necessario che ognuno contribuisca con la specificità dei propri mezzi all'edificazione di una speranza. La Casa della Poesia è anche la casa della pace e della fratellanza tra i popoli, il luogo di incontro tra le diversità". La Casa della Poesia e i poeti che ad essa fanno riferimento hanno sempre espresso posizioni contrarie all'uso della forza per dirimere i problemi e i conflitti internazionali ed esprimono il totale disaccordo con la politica di guerra che minaccia di scatenare un nuovo massacro che, per dichiarazione degli stessi che lo promuovono, avrà il significato epocale di una "seconda Hiroshima". I conflitti ultimi assumono sempre più l'aspetto di guerre per l'egemonia politica, culturale, economica, per imporre modelli di sviluppo ed organizzare un mercato mondiale nel quale i paesi ricchi continuino a sfruttare risorse e beni a scapito dei paesi poveri. Per esprimere una netta posizione di rifiuto della guerra utilizzeremo lo strumento che unisce tutti noi e che ci sta facendo percorrere tratti di cammino comune, la poesia. Invitiamo pertanto poeti e scrittori di tutto il mondo a manifestare il proprio pensiero e il proprio dissenso e di contribuire a questo progetto di "poesia contro la guerra" aderendo all'iniziativa e inviandoci uno o più testi (dichiarazioni e/o poesie) che noi raccoglieremo sul nostro sito web ed inoltre, se avremo le risorse sufficienti a farlo, in un'antologia cartacea. Aiutateci a diffondere questo invito ad altri scrittori e poeti cercando di coinvolgere poeti di tutto il mondo, in una mondializzazione della resistenza poetica. Lo diciamo nello spirito del cantastorie siciliano Ignazio Butitta che inneggiava ad una società di "pane, pace e poesia". Chiediamo infine a tutti gli amici, docenti universitari, insegnanti, traduttori, organizzatori, agli enti pubblici e alle istituzioni più sensibili, di esprimere la loro disponibilità ad aiutarci in questa impresa. Raffaella Marzano - Sergio Iagulli Multimedia Edizioni / Casa della poesia C.P. 125, 84100 Salerno (Italia) Tel. 089/951621 - 347/6275911 - 328/8450483
TRISTEZZA di Simone C. C'è tristezza per noi uomini C'è tristezza per la terra. Noi non pensiamo Noi distruggiamo e massacriamo; noi la tristezza la teniamo dentro. Prima facciamo poi pensiamo. Più noi facciamo più la terra distruggiamo. C'è tristezza. C'è tristezza per chi muore e per chi vive. LA PACE È... di Claudio M. La guerra è distruzione. La guerra è povertà. La guerra è orrore. La guerra è quella cosa che mi spaventa di più. La pace è amicizia. La pace è uguaglianza, la pace è fratellanza. La pace è una stretta di mano. La pace è volersi bene in tutto il mondo. I COLORI DELLA PACE di Francesca P. Azzurro come il cielo. Verde come un prato immenso. Giallo come il sole. Rosso come gli ombrelloni che sventolano. Questi sono i colori della pace. I profughi hanno tanto bisogno di pace. LA PACE È... di Francesca P. La pace è una colomba che vola nel cielo, un bimbo che gioca allegramente in un prato. Due ragazzi innamorati che passeggiano in riva al mare. Un nonno che accompagna la nipotina alle giostre. Perché un uomo solo può impedire tutto questo? Forse perché non è cresciuto nell'amore e non sa ascoltare il proprio cuore. L'ALFABETO DELLA PACE di Francesca P. A come amicizia B come bontà C come cuore D come dolcezza E come entusiasmo F come felicità G come generosità H come happy I come intelligenza L come libertà M come mamma N come nobiltà d'animo O come ospitalità P come papà Q come quiete R come rasserenare S come serenità T come tranquillità U come unione V come viaggiare Z come zattera LA PACE È... di Eleonora S. La pace è la vita La felicità è stare bene. La pace è bella Ma purtroppo non c'è dappertutto. I profughi non hanno la pace Ma soffrono, non hanno una casa, stanno male, aiutiamoli!! LA GUERRA È... di Giulia P. La guerra è la cosa più brutta al mondo, io non ho mai vista una cosa simile e voi? Chiedetevelo. Ho mai visto cosa più brutta? Quando c'è la pace si sta bene, quando si è in pace non c'è la guerra. Quando c'è la pace nessuno scappa più dal suo paese perché pace non è guerra. LA GUERRA È... di Laura D. M. La guerra è come un tornado Che spazza via tutto, senza risparmiare nessuno e non si volta per ritornare sui suoi sbagli che sono costati la vita a molte persone. Non ci pensa due volte prima di scoppiare. dopo di essa si ottiene completa desolazione, ogni frammento rimasto non ha nessun segno di vita. Questo sta succedendo in Kossovo. Mi ricorderò sempre che la guerra è una cosa troppo ingiusta perché molta gente muore per questo; che è tutta colpa dell'uomo perché è irresponsabile ed egoista, perché non sa essere buono e non riesce a capire quando sbaglia. LA PACE È... di Laura D. M. La pace è una colomba che porta dei fiori di tutti i colori e li distribuisce in ogni posto. La pace fa regnare l'amicizia, l'amore, la semplicità, la purezza della vita e ti farà amare il prossimo che passerà da quel prato di felicità. L'ABC DELLA PACE di Chiara C. La pace è come un alfabeto che spiega ogni lettera. A come amore, amicizia, aiuto B come bacio, bambini che giocano insieme C come condividere e comprensione dei più bisognosi D come donare amore e speranza per un futuro di pace E come emanare a tutti i popoli del mondo parole d'amore F come fratellanza fra i popoli G come gioia di aiutare gli altri I come imparare a vivere in pace con tutti L come libertà di pensiero M come mondo multirazziale che vive in pace N come niente più guerra O come operare per le popolazioni bisognose P come portare fra la gente solo parole di pace Q come quiete e non guerra R come ridare le proprie terre e case ai profughi S come scavalcare le immagini di guerra e fare una nuova vita T come trovare sempre amici pronti ad aiutarti nel bisogno U come udire solo campane e grida festose e non urla e cannoni di guerra V come vincere le paure della guerra Ci sono tante cose per ogni lettera che ciascuno di noi vuol dire o pensare. L'ARCOBALENO DELLA PACE di Chiara C. La pace è come un arcobaleno che arriva dopo la tempesta, ad illuminare tutto il mondo con i suoi colori variopinti. Ogni colore ha un significato: rosso come un cuore che vuol bene a tutti, giallo come il sole che riscalda tutto il mondo, azzurro come il mare calmo e cristallino, verde chiaro come l'erba appena spuntata, rosa come due braccia che ti abbracciano, infine arancione come un fuocherello basso basso che riscalda. Questi colori sono tutti di speranza. Speranza che ci sia sempre la pace nel mondo.
I COLORI DELLA PACE di Federico F. La pace è verde come un prato non inquinato. È gialla come il sole non coperto da un aereo malintenzionato. È azzurra come il cielo non macchiato dal fumo dei missili. È multicolore come l'arcobaleno dopo un temporale. Possiamo Amare Chi Emigra L'ALFABETO DELLA PACE di Andrea M. A come amicizia B come bontà C come comprensione D come dolcezza E come emozionarsi F come felicità G come gioia H come hippy I come impegno L come libertà M come marcia di pace N come natura O come originale P come piacevole Q come quiete R come risate S come sorrisi T come trionfo della pace U come unione V come vita Z come ... Piacevole Amicizia Che Esalta LA PACE PUÒ TRIONFARE di Francesco F. La pace può trionfare perché se vuoi bene agli altri, gli altri ti vogliono bene. Se tu sei cattivo gli altri diventano cattivi, così la pace non può trionfare. IL GUERRIERO DISPERATO di Sara C. In mezzo alla guerra e ai bombardamenti viveva un guerriero, un guerriero disperato, che cercava il suo amore perduto. Un giorno di primavera, con un sole intenso, la guerra finì, e il guerriero non fu più disperato perché il suo amore aveva ritrovato. I COLORI DELLA GUERRA di Federico C. Il verde scuro dei carri armati. Il nero dei campi bruciati. Il grigio delle case distrutte. Il rosso del sangue dei feriti. Questi colori, che mi piacevano tanto, ora che ci penso, non mi piacciono più. ACROSTICI di Laura S. Pregare Ancora Con Entusiasmo Grandi Uccisioni Esplosioni Rovinose Recano
Non ho potuto aderire allo sciopero di due ore contro la guerra, perché avrei danneggiato un'altra persona senza che la mia testimonianza avesse granchè valore. Voglio, ora che posso, riparare in qualche modo, pubblicando materiale vario su 'guerra e pace'. Inizio con materiale tratto da: http://kidslink.bo.cnr.it/cocomaro/pace.htm (mi scuso, ma non so attivare i link) POESIE DI PACE DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Principi fondamentali Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. IL TEMPORALE DELLA GUERRA di Filippo B. Quando la pace regna sulla terra C'è sempre qualche nuvola che aspetta e, quando qualcosa va male quelle nuvole iniziano a tempestare, fanno la guerra, fanno la guerra con il sole innocente che cerca di scappare ma le nuvole la guerra vogliono incominciare. Lanciano i fulmini contro il sole che, poveretto, non sa cosa fare. Arrivano i caccia della guerra che tutti insieme uccidono la pace. Il temporale della guerra si vede quando inizia, ma nessuno riesce a vedere la fine. Ma quando arriva la primavera, la guerra scappa in fretta perché ha paura. La primavera raggiunge i posti più bui e con un tocco di magia li fa diventare colorati e felici. I COLORI DELLA GUERRA di Mascia V. La guerra è nera come il buio. Le bombe sono grigie. Le armi sono marroni. La morte è bianca. La tristezza delle persone è grigio scuro. Le case distrutte sono marroni. Gli aerei che portano le bombe sono verde scuro. Se io fossi una fata dipingerei tutto questo
USA PEOPLE, BE CAREFULL! BUT NOT, WHY?! Gli americani in viaggio all’estero sono stati avvertiti dal loro Governo di stare in guardia: possibili attacchi terroristici conseguenti all’inizio della Liberazione dell’Iraq. Non me ne capacito: chi potrebbe voler far del male agli statunitensi? Stanno spendendo un sacco di miliardi e di energie; forse ci potrebbero anche rimettere qualche uomo – e tutto soltanto per onorare la loro Statua della Libertà, per liberare il popolo irakeno dal dittatore e il mondo intero dai rischi di attacchi chimico-biologici. Attentare agli americani sarebbe come sparare sulla Croce Rossa: verrebbe in mente a nessuno, di farlo.
LA NONA DI WOJTYLA Eh, dev’essere dura, per i vescovi italiani, aver a che fare con un papa un po’ rincoglionito come l’attuale. Sapete, come sono gli anziani … Un po’ mi sa che se ne vergognano anche: lui nei giorni scorsi ha lanciato una specie di anatema contro chi intende portare la guerra all’Iraq … e loro, sull’Avvenire – il loro quotidiano, l’hanno relegato a pagina 9. Be’, è comprensibile, no? (notizia ripresa da ‘Europa’, che, se non altro, fa un po’ le pulci al mondo cattolico) mercoledì, marzo 19, 2003 BUTTIGLIONE PIANGE AZIZ. SE E’ MORTO La guerra è lì lì che scoppia. Aziz fugge è ferito è morto l’ha ucciso Saddam non si sa bene ci si capisce una mazza. Accavallarsi di lanci di agenzie. Poi, come un alito di vento fresco, leggi: “IRAQ/AZIZ: BUTTIGLIONE, SPERO E CREDO SIA NOTIZIA FALSA. (ASCA) - Roma, 19 marzo – “Spero e credo che la notizia sia falsa”. Così il ministro delle politiche comunitarie ha commentato alla Camera le voci di un possibile ferimento o uccisione di Tareq Aziz. “Se fosse vero – ha aggiunto – ne sarei profondamente addolorato”. Siamo agli exit-pol del dolore. E ci fanno sopra apposito lancio di agenzia. Sarà che l’Asca è cattolica e Bottiglione è cattolico e anche Aziz è/era cattolico ….
BERLUSCA DIXIT Vittoria: non siamo un paese belligerante! L’ha detto poco fa alla Camera il nostro presidente del consiglio, uno che ben conosce il peso delle parole – dato che lui, quelle, vende. Perché noi siamo rispettosi del messaggio del Santo Padre, dei suoi richiami. Però Saddam ha fatto girare i coglioni a tutti e tutti ha preso in giro per 12 anni. Quindi, noi non belligeranti ossequienti al Papa non belligereremo, ma non possiamo impedire che chi non è cattolico e ha perso la pazienza dia una sonora lezione a Saddam. D’accordo, signori dell’opposizione: lui non è l’unico autocrate (Berlusca dixit) sulla faccia della terra con venature di cattiveria. Ma da qualcuno bisognerà pur cominciare, no? Gli altri, a seguire. Se Saddam rifiuta l’eutanasia offertagli, bisogna farlo morire ugualmente. Si lasci spazio agli anticorpi! Noi non reggeremo la siringa dell’iniezione letale; nemmeno palperemo il culo all’infermiera che la prepara – come ci si aspetterebbe da noi italiani. Ci limiteremo a non bloccare l’ascensore che trasporta il medico-killer al piano dove risiede il paziente designato. O volete mettere in discussione la Nato? L’Onu è spaccata, l’Europa anche – i maroni è da un pezzo che ce li avete rotti col vostro pacifismo filo-Saddam: volete far saltare anche la Nato, il cordone ombelicale che ci unisce alla Grande Madrepatria? Quindi, non belligereremo, ma faremo il palo – pronti ad intervenire non appena comincerà ad apparire il bottino. Sarà una guerra lampo. Attenti però, che a volte le cerniere si inceppano.
AGGIUNGO DI MIO: 1. non andiamo a vedere film americani (la maggioranza) e convinciamo anche gli amici a farlo
BOICOTTAGGIO! Ricevo e rilancio: Soggetti economici
GIOVANARDI DOTTOR JEKYLL / MISTER HYDE Giovanardi, l’avete mai visto sorridere? Solitamente, è per la tristezza intrinseca di dover vivere a stretto gomito con sé stesso - ma di questi tempi ne ha ben donde. Lui è un esponente di spicco (sic!) di quel partito che più si richiama ai valori della tradizione cattolica e rivendica la discendenza diretta dalla vecchia DC (una forma di darwinismo politico, dove l’anello di congiunzione è rappresentato da Buttiglione). In questi giorni, lui – proprio lui – si sta esponendo in prima persona nella difesa dell’attacco Usa all’Iraq, contro la nettissima posizione ufficiale della Chiesa e del mondo cattolico in generale. Ma la sentite questa violenta lacerazione interna, gliela vedete palpitare dentro quando parla in Tv, quando si deve difendere dalle gelide aggressioni dalemiane? Il berlusconiano Giovanardi drammaticamente impegnato in singolar tenzone con il Giovanardi cattolico papalino. Non foss’altro che per aver provocato questa violenta lacerazione, questo strappo in uno statista di tale levatura, Saddam merita di essere fatto fuori.
CREPI SADDAM! CON QUANTI FIGLI SUOI? Sempre Renzo Foa ribadisce il ritornello che, eliminato Saddam, il mondo intero sarà migliore, ad iniziare dal Medio Oriente. Gli si potrebbe ribadire che la maggior parte del pianeta pensa la stessa cosa di Bush – ma solo pochissimi pensano di passare alle vie di fatto. A parte questo, il suo (del Renzo) grande amore per un’ umanità migliore lo spinge a mettere in secondo piano un dettaglio della questione: per questo storico passo avanti del pianeta, quanti schiavi verranno calati nella fossa con il faraone? Non se ne parla – vuoi per l’assoluta fiducia nel QI delle bombe, vuoi perché, tutto sommato, sono straccioni arabi – e non industriali brianzoli o avvocati romani.
SADDAM COME HITLER E NAPOLEONE? Renzo Foa sul ‘Giornale’ di oggi recita la sua brava parte nel coro dei filo-interventisti per partito preso. Tra le altre belinità, cita la coerenza di Bertinotti, il quale ha dichiarato che nel ’91 il Kuwait avrebbe dovuto resistere da solo a Saddam. Bravo! – dice il Renzo: avessero ragionato così francesi e inglesi ai tempi di Danzica, sai come li avrebbe ringraziati Hitler! Ecco, lo sapevo: io in quei giorni (del Kuwait, non di Danzica) viaggiavo per la Cina e così mi è sfuggito che Saddam compì quel primo passo avendo di mira la conquista del mondo – e non il petrolio. Meno male che le potenze occidentali (Andorra e Lussemburgo in testa) furono più avvedute di me e misero subitola museruola al dittatore megalomane. Stranamente, gli lasciarono libere le mani …. Aveva ben donde Leopardi, a chiamare ‘matrigna’ la natura: non è crudele far sopravvivere un padre fino ad oltre 90 anni, per vedere il proprio seme così scempiato?
POWELL STANA BERLUSCA Sul senso dell’umorismo americano, niente da ridire: basta vedere una delle loro telenovela o soap-opera o quelle cose lì che si vedono sulle reti Mediaset – e ascoltare le risate registrate in sottofondo: ti chiedi se davvero Mark Twain e Woody Allen siano usciti da lì. Un bello scherzo, una goliardata coi fiocchi, l’ha fatta Colin Powell al nostro cav. Silvietto, un altro che ha sempre la battuta pronta. Siccome il nostro premier giocava un po’ a rimpiattino – ci siamo/non ci siamo – vi appoggiamo/vediamo un po’ come butta, vi diamo la logistica, ma non gli uomini … e via dicendo – il Colin che ti fa? Come in una autentica gag ti spara lì che fra i 30 stati che appoggiano la guerra Usa c’è anche l’Italia e ringrazia il governo con una lettera che è uno spasso. Berlusconi ha apprezzato lo scherzo (non scordiamoci che lui manda in onda sia il Bagaglino che Zelig) e ha ribadito che Bush può tranquillamente calzare lo stivale per dare un calcio a Saddam. martedì, marzo 18, 2003
FINALMENTE LA GUERRA COSTRINGERA’ SADDAM A TIRAR FUORI LE ARMI CHIMICHE Sono in grado – ma non vi dirò mai le fonti - di dare le vere motivazioni dell’imminente attacco di Bush all’Iraq. Attaccandolo, costringerà Saddam a difendersi con tutti i mezzi che ha, a cominciare dalle tristemente famose armi chimiche e batteriologice. Così avrà ottenuto: 1. di sputtanare Giulietto Chiesa, Gino Strada, il papa e tutti gli altri pacifisti di merda; |